Berlusconi: i migranti sono una bomba sociale pronta a esplodere

Pubblicato il 5 febbraio 2018 alle 17:08 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sostiene che i migranti irregolari siano “una bomba sociale pronta a esplodere”.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di un’intervista con il Tg5, domenica 4 febbraio, a poche ore di distanza dai fatti di Macerata, dove un 28enne marchigiano ha ferito sei stranieri di origine africana con colpi di arma da fuoco. Alla domanda della giornalista sull’urgenza della questione immigrazione in Italia, Berlusconi ha risposto che è un fatto “urgentissimo”, in quanto nel nostro Paese si contano 630.000 migranti, di cui solo il 5% ha il diritto di rimanere nel Paese o in Europa, poiché gode dello status di rifugiato. I restanti 600.0000, ha spiegato il leader di Forza Italia, sono un pericolo sociale perché vivono di espedienti e di reati. “Oggi in Italia ogni minuto avviene un reato di strada, ogni due minuti un furto in appartamento, ogni tre minuti un furto d’auto o di motociclo, ogni quattro minuti un furto in un supermercato, fino ad arrivare a tre rapine ogni due giorni nelle agenzie bancarie”, ha riferito. Alla luce di ciò, se Forza Italia andasse al governo, Berlusconi ha affermato che dovrebbe chiedere all’Europa di mettere in campo il proprio peso politico ed economico per intervenire in tre modi. Il primo modo sarebbe quello di stipulare trattati con gli Stati del Nord Africa, affinché questi impieghino unità dell’esercito e della marina, sotto risarcimento dei corsi da parte europea, per impedire l’imbarco dei migranti. Il secondo modo sarebbe quello di concludere altri accordi con i Paesi di origine dei migranti per fa sì accettano il rimpatrio graduale dei migranti presenti in Italia. Infine, ha affermato Berlusconi, è indispensabile dare vita ad un piano Marshall per l’Africa, coinvolgendo gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e le nuove potenze economiche dell’estremo Oriente, affinché nei Paesi africani più sottosviluppati possa nascere e svilupparsi un’economia che assicuri posti di lavoro e benessere.

L’esponente della Lega, Matteo Salvini, in linea con Berlusconi, sostiene che il problema non sia l’immigrazione in generale, ma l’immigrazione illegale. Ad avviso del leader del Movimento 5 Stele, Luigi di Maio, invece, sarà necessario accogliere solo chi scappa dalla guerra. Infine, secondo Pietro Grasso, di Liberi e Uguali, deve essere abolita la legge Bossi-Fini per regolamentare di nuovo i flussi. Tale legge è stata fu approvata dal Parlamento il 30 luglio 2002, con l’intento di regolare le norme in materia di asilo e immigrazione.

L’idea di un Piano Marshall per l’Africa proposta da Berlusconi era già stata avanzata dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nel corso della conferenza di alto livello UE-Africa, mercoledì 22 novembre 2017. Nello specifico, Tajani aveva proposto di raccogliere 40 miliardi di euro per fare crescere economicamente i territori africani, coinvolgendo il mondo imprenditoriale. Il tutto, inoltre, sarebbe dovuto svolgersi sotto la guida delle Nazioni Unite. “Questi fondi dovrebbero essere spesi in Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Niger, Ciad e Mali. Non possiamo stare a guardare i flussi migratori fuori controllo, le numerose morti in mare e nel deserto, i traffici di esseri umani e la disperazione delle famiglie di migranti senza fare niente”, aveva spiegato Tajani. A suo avviso, uno dei primi passi avrebbe dovuto riguardare il miglioramento dei controlli delle frontiere di questi Paesi, insieme ad una gestione più efficiente delle richieste di asilo dei meccanismi di riparazione.

In seguito allo sbarco di 181,000 migranti sulle coste italiane nel 2016, dall’inizio del 2017, l’Italia, con il supporto dell’Unione Europea, ha dato la priorità al raggiungimento di accordi bilaterali con i Paesi dell’Africa maggiormente coinvolti nel transito dei flussi migratori. In particolare, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha concluso una serie di patti con la Libia, volti a diminuire le ondate di migranti verso l’Italia. Grazie alla stretta collaborazione tra le autorità del governo di Tripoli e quelle italiane, a partire dal mese di giugno 2017, gli sbarchi di migranti in Italia sono diminuiti. Dopo il picco di giugno, durante il quale sono giunti nel nostro Paese 23,526 individui, cifra mensile più elevata registrata da gennaio, si è passati a 11,459 a luglio, e a 3,918 ad agosto. Nel mese di settembre è stato riscontrato un nuovo lieve aumento, con 6,282 sbarchi sulle nostre coste Complessivamente, nel 2017 giunti via mare nel nostro Paese 119.369 migranti.

Il primo febbraio, l’agenzia europea per il controllo dei confini e delle frontiere marittime, Frontex, ha lanciato una nuova operazione nel Mediterraneo, chiamata Themis, che va a sostituire Triton, inaugurata il primo novembre 2014. La nuova iniziativa ha l’obiettivo di assistere le autorità italiane nel controllo del Mediterraneo e continuerà a includere le componenti di ricerca e soccorso, considerate cruciali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.