Stati Uniti: sanzioni su 7 aziende e 6 persone connesse a Hezbollah

Pubblicato il 3 febbraio 2018 alle 10:03 in Libano USA e Canada

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Il Dipartimento del Tesoro statunitense ha imposto una serie di sanzioni su 6 persone e 7 enti con presunti legami con Adham Tabaja, uomo d’affari appartenente al gruppo libanese di Hezbollah.

Le restrizioni, che prevedono il divieto di commercio e il congelamento dei patrimoni, sono state imposte venerdì 2 febbraio contro 5 libanesi e un iracheno, connessi all’azienda Al-Inmaa Engineering and Contracting, di proprietà di Tabaja. I 7 enti colpiti, invece, sono aziende che hanno il loro quartier generale in Sierra Leone, Liberia, Libano e Ghana. Le misure adottate vietano altresì alle compagnie statunitensi di intraprendere operazioni commerciali con gli enti e gli individui sanzionati.

Secondo Al Arabiya in lingua inglese, le autorità del governo Trump ritengono che Tabaja faccia parte delle cariche più alte del gruppo libanese e abbia relazioni con il Medio Oriente e l’Africa. Gli Stati Uniti hanno già designato l’uomo d’affari libanese come un terrorista, dichiarando che continueranno a identificare, esporre e smantellare a livello globale la rete di supporto finanziario di Hezbollah. Washington ha dichiarato che questa è solo la prima “ondata” di una serie di sanzioni che verranno imposte durante tutto l’anno per contrastare il gruppo terroristico libanese.

Non è la prima volta che il governo statunitense attua queste misure contro Hezbollah: le ultime restrizioni erano state approvate a fine ottobre 2017. Le nuove sanzioni per minare la rete finanziaria del gruppo libanese erano state annunciate dai funzionari dell’amministrazione Trump durante una visita in Libano, il 23 e il 24 gennaio 2018. Questa nuova campagna è volta a fare pressioni su Hezbollah e sull’Iran, poiché, secondo quanto riportato da un funzionario amministrativo americano che ha preferito rimanere anonimo, il gruppo libanese riceve dal governo iraniano la maggior parte del suo budget, stimato a circa 700 milioni di dollari l’anno, e prende ordini dalle Guardie Rivoluzionarie di Teheran.

L’obiettivo dell’amministrazione Trump è quello di impedire all’Iran di alimentare i disordini ed espandere la sua influenza in tutta la regione. I funzionari amministrativi americani hanno dichiarato che Hezbollah è diventato lo strumento primario del governo iraniano per estendere il suo potere nel mondo arabo. Il gruppo terroristico, infatti, partecipa a numerosi conflitti nei quali è coinvolto anche l’Iran. Ad esempio, migliaia di terroristi appartenenti all’organizzazione libanese sono stati inviati in Siria, a sostegno del presidente del Paese, Bashar al-Assad, mentre, in Yemen, Hezbollah sta addestrando i ribelli Houthi che combattono contro la coalizione a guida saudita, supportata dagli Stati Uniti.

Hezbollah, in arabo “Partito di Dio”, è un’organizzazione paramilitare sciita libanese nata nel 1982 che si è trasformata, nel tempo, in un partito politico locale. Attualmente, tale gruppo è la forza maggiore presente in Libano e, secondo alcune fonti, dovrebbe essere in possesso di un arsenale più grande di quello dell’esercito libanese. Alcuni Paesi considerano un gruppo terroristico soltanto l’ala militare di Hezbollah, facendo una distinzione con il partito politico. Gli Stati Uniti, al contrario, non effettuano tale separazione. L’amministrazione Trump vuole cambiare approccio nei confronti del gruppo terroristico, considerando troppo debole il metodo impiegato dall’ex presidente statunitense, Barack Obama.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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