Stati Uniti: ancora nessun accordo per i “dreamers”

Pubblicato il 3 febbraio 2018 alle 17:59 in Immigrazione USA e Canada

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Il Congresso statunitense non ha fatto progressi durante questa settimana per quanto riguarda l’accordo sullo status dei 700 mila rifugiati noti come “dreamers”.

Negli Stati Uniti, i migranti irregolari potevano rimanere nel Paese, senza rischiare l’espulsione, usufruendo del programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), che evitava la deportazione dei giovani clandestini giunti nel Paese da bambini. Noto altresì come “il programma dei sognatori”, era stato adottato nel 2012 dall’amministrazione Obama. Tuttavia, il 5 settembre 2017, l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva abrogato il piano, spiegando che “coloro che sono entrati illegalmente negli Stati Uniti, anche se da bambini, danneggiano gli americani, rubando il lavoro e facendo diminuire i loro salari”.

Il programma era stato rinnovato il 13 gennaio 2018, in seguito alla decisione di un giudice federale di non sospenderlo, ma le autorità statunitensi avevano dichiarato che non sarebbero state accettate nuove richieste da parte di immigrati che non avevano mai usufruito del piano, permettendo il rinnovo solamente a coloro i quali la protezione fornita dal programma era scaduta il 5 settembre 2016 o dopo quella data.

Venerdì 2 febbraio, Trump ha dichiarato che il patto per decidere dello status dei migranti probabilmente non verrà raggiunto entro la scadenza, fissata per il 5 marzo. A causa della mancanza di un patto sulla questione, nella notte tra il 19 e il 20 gennaio il governo statunitense era andato in shutdown. I democratici al Congresso, che volevano rinnovare il programma DACA, avevano bloccato una proposta di legge per finanziare il governo fino al 16 febbraio, poiché non erano riusciti a raggiungere un accordo con i repubblicani sull’estensione del piano. I lavori per risolvere la situazione erano ricominciati già il giorno successivo. Se il Congresso non raggiungerà un accordo neanche questa settimana, il governo statunitense rischia un ulteriore shutdown. I democratici vogliono che la protezione per i dreamers diventi parte della legge, mentre i repubblicani, che controllano il Congresso, sono indecisi sulla questione.

La Camera dei Rappresentanti deciderà martedì 6 febbraio se tenere aperte le agenzie federali oltre l’8 del mese, data in cui il governo esaurirà i fondi. I repubblicani hanno bisogno del voto dei democratici, poiché il loro assenso è necessario per far passare la proposta di legge sul bilancio al Senato. Trump ha accusato i membri dell’opposizione di utilizzare l’estensione del programma DACA per motivi politici e come arma elettorale.

Per tentare di risolvere la situazione, a gennaio Trump aveva offerto a quasi 2 milioni di dreamers di rimanere nel Paese e diventare cittadini, a condizione che il suo progetto di costruire il muro al confine con il Messico sia finanziato con 25 miliardi. Inoltre, il leader statunitense ha richiesto che venga limitata la migrazione solamente alle famiglie di coloro che, negli Stati Uniti, sono già in possesso della green card, e venga eliminata la lotteria dei visti, che ogni anno mette a disposizione 50 mila permessi per entrare nel Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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