Palestina: minacce di morte contro Ahed Tamimi

Pubblicato il 3 febbraio 2018 alle 9:16 in Medio Oriente Palestina

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La polizia israeliana ha aperto un’indagine per una serie di minacce di morte contro Ahed Tamimi, la sedicenne palestinese che si era scagliata contro alcuni soldati israeliani.

Venerdì 2 febbraio, sui muri del villaggio natale della ragazza, Nebi Saleh, in Cisgiordania, sono comparsi una serie di messaggi recanti minacce, quali “Pena di morte per Ahed Tamimi”, “Rispetto per le unità delle Forze di Difesa Israeliane” e “Non c’è posto in Israele per la famiglia Tamimi”. Il padre della ragazza, Bassem, ha dichiarato che gli atti di vandalismo sono “parte di uno sforzo per costringere i palestinesi a lasciare le loro case”, aggiungendo che questo tipo di azioni non avranno gli esiti sperati. I Tamimi sono una delle famiglie palestinesi più note a livello internazionale per l’attivismo contro l’occupazione israeliana.

La ragazza era stata arrestata il 19 dicembre 2017, poiché aveva strattonato e tirato oggetti contro un soldato israeliano e ne aveva colpito un altro, che aveva sparato a suo cugino, Mohammed Tamimi, dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione. La reazione della Tamimi era stata filmata dalla sua migliore amica e pubblicata su Internet, causando una polemica a livello internazionale. I militari israeliani hanno spiegato che l’aggressione sarebbe avvenuta in un’area in cui i soldati cercavano di impedire ai palestinesi di lanciare sassi contro gli automobilisti israeliani, e non all’interno dell’abitazione di Tamimi.

Mercoledì 17 gennaio, il giudice del tribunale militare aveva stabilito di lasciare Ahed in carcere fino alla fine del procedimento, a causa della gravità del suo reato. Il processo avrà luogo martedì prossimo. La giovane rischia di essere condannata a un periodo di detenzione che va dai 10 ai 14 anni, a causa di 12 accuse mosse contro di lei, tra le quali aggressione, lancio di pietre, incitamento e minacce, avvenute durante sei occasioni separate.

Numerosi gruppi di attivisti hanno dichiarato che la prolungata detenzione della Tamimi costituisce una violazione delle convenzioni internazionali, dal momento che la ragazza è ancora minorenne. Tuttavia, a differenza degli israeliani che vivono negli insediamenti all’interno dei territori palestinesi, i quali sono sottoposti al diritto civile israeliano e vengono processati nei tribunali civili, i palestinesi che vivono in Cisgiordania devono sottostare alla legge militare. Tale sistema di norme considera i ragazzi che hanno compiuto i 16 anni di età adulti, pertanto possono essere sottoposti al massimo della pena, a seconda dei reati commessi.

Tra le accuse mosse contro la Tamimi c’è anche una sua dichiarazione, filmata e pubblicata su Facebook da sua madre, Nariman. “Spero che tutti parteciperanno alle proteste, dato che questo è l’unico modo per ottenere risultati. La nostra forza è nelle pietre che lanciamo. Che sia pugnalando, facendosi esplodere o lanciando pietre, tutti devono fare la loro parte. Dobbiamo fare fronte comune per far sapere a tutti che vogliamo liberare la Palestina”.

In seguito a queste parole, la ragazza era diventata famosa tra i sostenitori palestinesi, che avevano organizzato manifestazioni in numerose città a favore del suo rilascio. Molte persone la vedono come un’eroina che si è coraggiosamente opposta al controllo militare in Cisgiordania, mentre gli israeliani accusano la sua famiglia di utilizzarla come una pedina.

Ahed Tamimi si era già contraddistinta in passato per aver compiuto gesti di resistenza contro l’occupazione israeliana. Quando era una bambina, nel 2012, era stata filmata in un video del fotografo Samer Nazal mentre rincorreva alcuni soldati israeliani che avevano arrestato suo fratello. Le immagini avevano fatto il giro del mondo e il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva invitato Ahed ad Ankara per insignirla di una medaglia. Successivamente, nel 2015, la giovane era stata immortalata mentre mordeva la mano di un soldato israeliano per impedirgli di arrestare uno dei suoi fratelli.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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