Pakistan: attentato suicida provoca la morte di almeno 11 soldati

Pubblicato il 3 febbraio 2018 alle 19:32 in Asia Pakistan

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Almeno 11 soldati sono morti e 13 sono stati feriti in un attacco suicida per mano dei talebani, presso una base militare del Pakistan settentrionale, in una regione precedentemente controllata da una fazione locale dei talebani.

L’esercito pakistano ha comunicato che l’attacco suicida è avvenuto nel distretto di Swat, nella parte settentrionale del Paese, e ha avuto luogo nelle vicinanze della zona sportiva di proprietà dell’unità militare situata nella regione.

Un ufficiale delle forze di sicurezza ha affermato che nel pomeriggio i soldati stavano giocando a pallavolo fuori dalla base militare, quando all’improvviso un kamikaze si è fatto esplodere non lontano. Alla partita stavano assistendo anche civili. Il numero dei feriti rischia di aumentare, ha aggiunto la fonte interna all’esercito, in quanto la folla sul posto era numerosa. I feriti sono stati trasferiti al centro ospedaliero più vicino.

L’attentato è stato rivendicato dai terroristi di Tehreek-e-Taliban (TTP), conosciuti anche come talebani pakistani. Il gruppo ha comunicato la propria responsabilità ai media attraverso un comunicato firmato dal portavoce Mohammad Khurasani. Nella dichiarazione si afferma che, se Dio lo vuole, Tehreek-e-Taliban ha iniziato il processo di attacchi per vendetta, e si avverte che altri attacchi faranno seguito a questo.

Il primo ministro pakistano, Shahid Khaqan Abbasi, ha condannato l’attentato, e ha affermato che nessun “vile attacco” riuscirà a intimidire il Paese, che continuerà a combattere contro la minaccia del terrorismo fino alla sua sconfitta definitiva, e fino a che anche l’ultima traccia di terrorismo sarà sradicata dal territorio.

Recentemente l’esercito pakistano è particolarmente vigile nei confronti della minaccia di attacchi o insurrezioni per opera dei talebani, in quanto il Paese sta tentando di ricostruire istituzioni civili e dimostrare la sconfitta delle ideologie radicali. Dal 22 febbraio 2017, le autorità pakistane hanno lanciato una missione chiamata Raad-al-Fasad (eliminazione del caos), per aumentare la lotta contro i terroristi locali.

Già martedì 9 gennaio, per opera dei talebani pakistani 6 persone erano morte, tra cui 5 ufficiali di polizia, mentre altre 16 erano rimaste ferite in un attacco suicida indirizzato contro un autobus delle forze di sicurezza a Quetta, nel sud del Pakistan.

Da quando i talebani sono stati cacciati dalla regione, il gruppo ha intrapreso vari attacchi e rappresaglie vendicative contro gli attivisti che si oppongono alle fazioni militanti sul territorio; il movimento Tehreek-e-Taliban (TTP), in particolare, ha rivendicato molti attentati che hanno colpito il Paese negli ultimi dieci anni, causando la morte di oltre 4mila persone. L’organizzazione terroristica ha altresì tentato di estorcere denaro a proprietari di aziende e imprese in una zona in cui lo Stato ha dispiegato oltre 4mila soldati. Gli attacchi sono nettamente diminuiti nel distretto di Swat come diretta conseguenza dell’attività di numerose unità militari operative sul territorio, tuttavia l’attenzione resta alta, in quanto alcuni talebani pakistani nel 2007 insorsero riuscendo a prendere il controllo della regione. Solo due anni dopo, nel 2009, il gruppo estremista venne allontanato grazie a un massiccio intervento dell’esercito mirato a contrastare la violenza islamista.

Fatto salvo per le regioni tribali pakistane confinanti con l’Afghanistan e prive di norme giuridiche, Swat è stata la prima area del Paese che è caduta nelle mani dei militanti estremisti. Ad oggi, secondo quanto riferito dai funzionari governativi, oltre 2mila combattenti talebani sono stati cacciati dal distretto.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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