USA: rinnovata la protezione per 6.000 rifugiati siriani

Pubblicato il 2 febbraio 2018 alle 13:53 in Immigrazione USA e Canada

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L’amministrazione Trump ha annunciato che rinnoverà i permessi di residenza provvisoria prevista dal Temporary Protected Status (TPS), per circa 6.000 rifugiati siriani che si trovano negli Stati Uniti. Tuttavia, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha reso noto che non accetterà alcuna nuova richiesta, così che ogni cittadino siriano che è giunto negli USA in seguito al primo agosto 2016 potrà essere rimandato nel Paese di origine. “Dopo un’accurata osservazione e studio delle condizioni in Siria, abbiamo ritenuto che è necessario estendere la protezione temporanea per i siriani”, ha spiegato la segretaria del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, Kirstjen Nielsen.

Il TPS è un programma creato dal Congresso nel 1990 che permette ai cittadini dei Paesi affetti da gravi disastri ambientali o guerre civili di vivere e lavorare legalmente negli Stati Uniti, per un dato periodo di tempo, fino a che le condizioni dello Stato di origine non torneranno stabili e sicure. Secondo quanto riportato dal Washington Post, il rinnovo permetterà ai siriani giunti negli USA prima dell’agosto 2016 di rimanere nel Paese almeno fino al 30 settembre 2019, quando avrà luogo un nuovo riesame delle condizioni in Siria da parte del Dipartimento della Sicurezza Nazionale. L’amministrazione Trump, in linea con la volontà del presidente di adottare politiche migratorie più rigide, ha iniziato a restringere il numero dei permessi, revocando la residenza temporanea a più di 200,000 cittadini di El Salvador che vivono negli Stati Uniti da oltre dieci anni, lo scorso 9 gennaio. L’intento dell’amministrazione sarebbe quello di ripristinare la “temporaneità” dei permessi, con l’obiettivo di rinnovare lo status solo ai rifugiati di quei Paesi in cui le condizioni non sono ancora migliorate.

Dall’inizio della guerra civile in Siria, il 15 marzo 2011, sono stati prodotti più di 5 milioni di rifugiati. La Turchia ospita più di 2,9 milioni di siriani regolarmente registrati, la maggior parte dei quali vive nelle aree urbane. Altri 2 milioni si trovano in Egitto, Iraq Giordania e Libano, mentre in almeno 30,000 sono stati registrati nei Paesi del Nord Africa. Soltanto una minima porzione è stata accolta negli Stati Uniti, soprattutto recentemente, in quanto l’amministrazione Trump ha bloccato quasi del tutto l’accesso nel territorio statunitense attraverso i vari bandi anti-migranti adottati nel primo anno della sua presidenza. Per quanto riguarda l’anno fiscale 2016, gli USA hanno accolto 12.578 siriani, mentre, secondo le statistiche del Dipartimento di Stato, dal primo gennaio 2018, sono stati accolti soltanto 2 rifugiati originari della Siria. Si tratta di una riduzione drastica rispetto ai 1.318 siriani accolti negli USA entro il 31 gennaio 2017.

La scorsa settimana, gli ufficiali dell’amministrazione hanno reso noto che avrebbero ripristinato l’accesso negli Stati Uniti ai cittadini provenienti da 11 Paesi designati ad alto rischio per la sicurezza nazionale, attuando tuttavia misure di sicurezza più rigide.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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