Naufragio al largo della Libia: si temono 90 morti

Pubblicato il 2 febbraio 2018 alle 17:42 in Immigrazione Libia

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Si teme che almeno 90 migranti siano annegati al largo della Libia, a causa del naufragio di un barcone, venerdì 2 febbraio.

Secondo quanto riferito dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), diversi corpi sono stati rinvenuti su una spiaggia del Paese nordafricano, due di nazionalità libica, mentre undici di nazionalità pakistana. Due sopravvissuti sono riusciti a nuotare fino a riva, mentre un altro è stato slavato da un peschereccio di passaggio. Lo staff dell’IOM sta cercando di ottenere maggiori dettagli sull’incidente per fornire aiuti nella maniera più efficiente possibile ai sopravvissuti.

Nel mese di gennaio 2018 sono giunti in Europa 6.624 migranti, un numero leggermente superiore ai 5.983 arrivi registrati nel gennaio 2017. I morti in mare nello stesso periodo ammontano a 246, una cifra pressoché uguale a quella dell’anno precedente, pari a 254. Secondo un report dell’IOM pubblicato il 24 novembre 2017, in cui soni stati analizzati i flussi migratori degli ultimi 40 anni, la rotta del Mediterraneo centrale la tratta più pericolosa al mondo per i migranti. Il documento rivela che i migranti che viaggiano lungo tale tratta sono più a rischio di finire nelle mani dei trafficanti e di subire abusi, rispetto a quelli che attraversano in Mediterraneo orientale.

L’agenzia dell’Onu rende noto che è in aumento il numero dei migranti originari del Pakistan che stanno tentando di arrivare in Europa dalla Libia. Nel 2017 sono stati 3.183 i pakistani sbarcati in Italia, piazzandosi al tredicesimo posto nella lista delle principali nazionalità arrivare sulle coste italiane. Dal primo gennaio al 2 febbraio 2018, il Ministero dell’interno rende noto che i pakistani sono stati la terza nazionalità principale sbarcata in Italia dopo gli eritrei ed i tunisini, pari a 273.

Il primo febbraio,l’agenzia europea per il controllo dei confini e delle frontiere marittime, Frontex, ha lanciato una nuova operazione nel Mediterraneo, chiamata Themis, sostitutiva di Triton, inaugurata il primo novembre 2014, con l’obiettivo di assistere le autorità italiane nel controllo del Mediterraneo. Secondo quanto pattuito tra il Viminale e la Frontex, i migranti recuperati dalle imbarcazioni della missione vengano fatti sbarcare nel porto del Paese più vicino, e non più in Italia. Le autorità italiane, di conseguenza, sperano che gli altri Paesi coinvolti dell’Unione Europea, tra cui Malta tra i primi, daranno piena applicazione alle nuove regole.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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