L’Unione Europea donerà 42,5 milioni di euro ai palestinesi

Pubblicato il 2 febbraio 2018 alle 6:01 in Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione Europea ha annunciato di voler donare un pacchetto di aiuti del valore di 42,5 milioni di euro al popolo palestinese, per aiutarlo a costruire il suo nuovo Stato.

L’annuncio, riporta al-Jazeera English, è stato emesso dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea, Federica Mogherini, mercoledì 31 gennaio a Bruxelles, la quale ha invitato gli Stati Uniti a coinvolgere anche altri attori nella mediazione del processo di pace tra Israele e Palestina. “Qualsiasi negoziato dovrebbe essere multilaterale e coinvolgere tutti gli attori in gioco, è essenziale ai fini del processo di pace. Se ciò non accadesse, non sarebbe realistico e tutti i tentativi di pace si rivelerebbero un fallimento”, ha affermato l’Alto Rappresentante dell’UE a margine di un meeting di emergenza di un comitato nazionale di coordinamento per lo sviluppo degli aiuti palestinesi. Alla riunione hanno preso parte anche ministri israeliani, egiziani insieme ad altri ufficiali americani e palestinesi.

Si è trattato del primo evento del genere avvenuto in seguito al riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, da parte del presidente Donald Trump, lo scorso 6 dicembre. Tale mossa ha scatenato proteste in tutto il mondo, poiché lo status della Città Santa costituisce una delle questioni più delicate del processo di pace tra Israele e la Palestina. Gerusalemme rappresenta un sito religioso fondamentale sia per i musulmani sia per gli ebrei e, di conseguenza, sia i palestinesi sia Israele ambiscono a proclamarla capitale del proprio Stato. La comunità internazionale ritiene che lo status di Gerusalemme possa essere definito soltanto nei colloqui di pace diretti tra Israele e la Palestina.

Successivamente, il 16 gennaio, gli Stati Uniti hanno dimezzato gli aiuti finanziari destinati all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), che fornisce aiuti ai rifugiati palestinesi che vivono in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, i fondi destinati all’UNRWA saranno 60 milioni di dollari, mentre, per il momento, non verranno erogati gli altri 65 milioni di dollari che erano stati previsti. Pochi giorni dopo, il 22 gennaio, il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha chiesto alla Mogherini e ai ministri degli esteri europei di riconoscere lo Stato di Palestina e Gerusalemme est come sua capitale, in risposta alla decisione del presidente degli Stati Uniti, sottolineando che tale richiesta non comprometterà le negoziazioni di pace con Israele. Per tutta risposta, l’Alto rappresentante dell’UE ha invitati coloro che sono coinvolti nel processo di pace a parlare e agire “in maniera saggia” e responsabile.

Alla luce della situazione delicata, la Mogherini sta promuovendo una soluzione a due Stati per risolvere la questione israelo-palestinese, riferendo che faciliterebbe il ripristino della fiducia e di un certo livello di confidenza.

In seguito al taglio di aiuti all’UNRWA da parte di Trump, 11 Paesi hanno anticipato l’erogazione dei fondi annuali , quali Svizzera, Finlandia, Danimarca, Svezia, Norvegia, Germania e Russia, che hanno già trasferito i fondi all’UNRWA, mentre gli altri 4, ossia Belgio, Kuwait, Paesi Bassi e Irlanda, hanno promesso di farlo al più presto. Già il 18 gennaio, il Belgio aveva annunciato che avrebbe donato 19 milioni di euro all’agenzia delle Nazioni Unite, in risposta alla richiesta di donazioni da parte dell’ente.

L’UNRWA, creata nel 1949 in seguito alla guerra arabo israeliana del 1948, costituisce una delle organizzazioni principali che forniscono supporto a lungo termine nei settori dell’istruzione, delle infrastrutture e del primo soccorso nei territori palestinesi. Gli Stati Uniti sono il principale donatore dell’Agenzia delle Nazioni Unite, seguiti dall’Unione Europea e dall’Arabia Saudita.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.