Kenya: arrestato parlamentare legato al leader dell’opposizone, Raila Odinga

Pubblicato il 2 febbraio 2018 alle 8:38 in Africa Kenya

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Un parlamentare del Kenya, TJ Kajwang, che ha presieduto l’inaugurazione simbolica dell’oppositore del presidente Uhuru Kenyatta, Raila Odinga, è stato arrestato. Il quotidiano Africa News informa che la polizia ha trattenuto l’uomo fuori dal palazzo della Corte, a Nairobi, e lo ha poi condotto presso l’Ufficio del Direttorato per le Indagini Criminali.

L’arresto di Kajwang è avvenuto a pochi giorni di distanza dal giuramento non ufficiale effettuato da Odinga, leader del movimento di opposizione National Resistance, il 30 gennaio, presso il parco Uhuru della capitale. Nell’occasione, Odinga aveva affermato che era un giorno storico per il Kenya, poiché avrebbe instaurato una democrazia adeguata nel Paese. Il giuramento simbolico si è verificato a tre mesi di distanza dall’elezione di Kenyatta come presidente, avvenuta per due volte nel giro di pochi mesi, per via dell’annullamento delle prime votazioni da parte della Corte Suprema.

Occorre ricordare che il Kenya sta vivendo da mesi in una situazione di tensione politica. La scorsa estate, in seguito alle votazioni dell’8 agosto, avvenute in un clima di scontri popolari, Kenyatta era stato proclamato del Kenya, vincendo con il 54,8% dei voti, contro il rivale Odinga, che aveva invece ottenuto il 44,93% dei consensi. Il giorno seguente, l’oppositore aveva riferito che i sistemi elettronici della commissione elettorale erano stati hackerati, dichiarando che le elezioni era state truccate per favorire il processo democratico. Il giorno successivo, almeno 5 persone sono poi morte nel corso degli scontri che hanno invaso il Paese in seguito alle sue affermazioni. Due cittadini sono stati uccisi a Nairobi, mentre un altro è morto a South Mugirango, a circa 300 chilometri dalla capitale, nel corso delle colluttazioni con le forze di polizia. Secondo quanto riportato dalla African Union (AU) e dalla East African Community Observer Mission in Kenya, le elezioni si sono svolte correttamente, poiché non si è verificato alcun hackeraggio. In seguito, il primo settembre 2017, tuttavia, la Corte Suprema kenyota ha annullato i risultati, chiamando nuovamente i cittadini alle urne per il 26 ottobre 2017. Di conseguenza, le proteste sono aumentate e hanno così invaso tutto il Paese. Le tensioni hanno raggiunto il picco i primi di ottobre, quando Odinga ha ritirato la propria candidatura, chiedendo una riforma del comitato elettorale. Le seconde votazioni del 26 ottobre, caratterizzate da scontri e violenze, tuttavia, hanno confermato nuovamente Kenyatta come presidente del Kenya, con il 98,2% dei voti.

In seguito all’autoproclamazione di Odinga, sono state aumentate le misure di sicurezza, tanto che le autorità di Nairobi hanno chiuso alcune emittenti televisive indipendenti. Il 31 gennaio, il governo kenyota ha definito quanto effettuato dal leader dell’opposizione “un tentativo per sovvertire e rovesciare la leadership di Kenyatta”. In un comunicato ufficiale, le autorità hanno riferito che le emittenti televisive sarebbero rimaste ancora chiuse. Il quotidiano kenyota The Standard ha reso noto che, il giorno precedente all’arresto di TJ Kajwang, il movimento National Resistance di Odinga è stato inserito nella lista delle organizzazioni criminali del Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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