Conclusa la visita ufficiale di Theresa May in Cina

Pubblicato il 2 febbraio 2018 alle 12:11 in Cina UK

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La premier inglese, Theresa May, ha concluso la visita in Cina, venerdì 2 febbraio, ripartendo per Londra con un accordo commerciale del valore di 9,3 miliardi di sterline, pari a 13,24 miliardi di dollari, e con la promessa del presidente Xi Jinping di avviare “un’era doro” per le relazioni bilaterali tra Regno Unito e Cina.

Dopo aver colloquiato con il primo ministro cinese, Li Keqiang, la May ha incontrato Xi Jinping, il primo febbraio, con cui ha affrontato diverse questioni di interesse comune. In merito ai legami economici e commerciali, la premier ha affermato che la Gran Bretagna supporta la visione del leader cinese sulla globalizzazione e su una maggiore apertura degli affari cinesi. “Mentre noi ci prepariamo a lasciare l’Unione Europea, stiamo sfruttando la possibilità di divenire più globali e aperti verso l’esterno, rafforzando le relazioni commerciali con Paesi di tutto il mondo, tra cui la Cina”, ha spiegato la May. Reuters riporta che gli investimenti cinesi in Gran Bretagna stanno aiutando le autorità a sviluppare nuove infrastrutture e a creare nuove opportunità lavorative. Ad avviso del governo britannico, il nuovo accordo da 9,3 miliardi di sterline, concluso il giorno precedente, porterà alla nascita di 2.500 posti di lavoro. Come spiega un editoriale del quotidiano cinese Global Times, i due Paesi avevano concordato di avviare un’era doro di relazioni per la prima volta nell’ottobre 2015, durante una visita di Xi Jinping in Gran Bretagna. Ad avviso di un professore di politica internazionale della Bejing Normal University, Zhang Shengjung, la decisione di approfondire i legami con la Cina dimostra che Londra sta aggiustando la propria strategia diplomatica, oltre che economica, vedendo Pechino come una delle maggiori potenze al mondo.

Durante i colloqui, la May ha riferito a Xi Jinping che i loro Paesi hanno la responsabilità comune di fare di più per evitare lo spreco di plastica. La premier ha infatti sottolineato l’importanza dell’accordo di Parigi sul clima del dicembre 2015, il quale ha stabilito un piano d’azione globale, inteso a rimettere il mondo sulla buona strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi, limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi.

Un comunicato ufficiale di Downing Street riferisce che i due capi di Stato hanno concordato l’importanza di mantenere un dialogo diretto e franco, e di voler approfondire i legami economici, commerciali e culturali.

La visita della May in Cina è avvenuta in un momento in cui la comunità internazionale ha mostrato un maggiore interesse verso questione relative al rispetto dei diritti umani da parte delle autorità di Pechino. Il giovane leader a favore della democrazia di Hong Kong, Joshua Wong, aveva chiesto alla May di confrontarsi con Xi Jinping in merito alla sua “repressione implacabile” verso l’isola. Allo stesso modo, il direttore di Human Rights Watch UK, Daiv Mepham, aveva esortato la premier a colloquiare con il leader cinese sulle allarmanti condizioni dei diritti umani in Cina. Nonostante ciò, la May ha evitato di affrontare apertamente tali temi, venendo lodata dai media cinesi, che hanno definito il suo comportamento “pragmatico” per aver resistito alle pressioni occidentali di criticare la Cina sul rispetto dei diritti umani. Il Global Times riferisce che “la May ha evitato intelligentemente di affrontare tali temi in nome di una collaborazione buona e pratica con i cinesi.

Per tutta risposta, gli ufficiali di Downing Street hanno respinto le affermazioni sulla May effettuate dal quotidiano cinese, affermando che la premier ha affrontato la questione dei diritti umani durante i colloqui sia con Li Keqiang, sia con Xi Jinping, senza tuttavia rivelare alcun dettaglio delle conversazioni.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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