Stati Uniti: il leader di Hamas nella lista dei terroristi

Pubblicato il 1 febbraio 2018 alle 12:22 in Palestina USA e Canada

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Il leader dell’organizzazione palestinese Hamas, Ismail Haniyeh, è stato inserito nella lista dei terroristi, stilata dal Dipartimento di Stato americano.

In un comunicato, emesso mercoledì 31 gennaio, il Segretario di Stato americano, Rex Tillerson, ha dichiarato che i nomi inseriti nella lista sono quelli di “gruppi e leader terroristici chiave, due dei quali sponsorizzati e controllati dall’Iran, che minacciano la stabilità del Medio Oriente, ostacolano il processo di pace e attaccano i nostri alleati, Egitto e Israele”.

Ismail Haniyeh è stato inserito nella lista insieme a due gruppi islamisti attivi in Egitto e a uno che opera in Palestina. In Egitto, sono stati indicati i nomi di Liwa Al-Thawra, un gruppo formatosi nell’agosto 2016 e attivo nei governatorati di Qalyubia e Monofeya, e Harakat Sawa’d Misr (HASM), un gruppo armato islamista anti-governativo nato nel 2015, mentre in Palestina Harakat Al-Sabireen, che Washington ritiene essere sostenuto dall’Iran.

Da parte sua, il movimento palestinese Hamas ha condannato la decisione degli Stati Uniti di inserire il suo leader nella lista dei terroristi. In merito alla questione, un funzionario di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha dichiarato: “Respingiamo e condanniamo la decisione e la consideriamo una conseguenza della dominazione di un gruppo di sionisti” e ha aggiunto: “La decisione non ha alcun valore”.

In tale occasione, Hamas ha altresì affermato che l’inserimento di Haniyeh all’interno della lista dei terroristi sarebbe giunto in un momento in cui il movimento e il suo leader starebbero lavorando per eliminare “l’accordo del secolo”, che mira a cancellare la causa e i diritti dei palestinesi. In tal senso, l’organizzazione ha chiesto all’amministrazione americana di cambiare la decisione e di porre fine alle politiche e alle posizioni ostili, dal momento che tali atteggiamenti non cambieranno i fatti e i diritti dei palestinesi e non impediranno ad Hamas di continuare a svolgere i propri doveri nei confronti del popolo palestinese, ovvero difenderlo e liberare la sua terra e i suoi luoghi sacri.

Il 7 dicembre 2017, il capo dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, aveva condannato la decisione di Trump, definendola una “dichiarazione di guerra contro i palestinesi” e aveva esortato a iniziare una nuova Intifada. Le dichiarazioni di Haniyeh erano giunte in seguito al riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, annunciato ufficialmente dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il giorno precedente, il 6 dicembre, insieme alla decisione di trasferire nella Città Santa l’ambasciata americana nel Paese.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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