Pakistan: scaduta la validità dello status dei rifugiati afghani

Pubblicato il 1 febbraio 2018 alle 8:34 in Immigrazione Pakistan

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La validità dello status di rifugiati di molti cittadini afghani residenti in Pakistan è scaduta mercoledì 31 gennaio, mettendo in dubbio il futuro di più di un milione di persone, molte dei quali vivono in territorio pakistano da decenni. È previsto che il gabinetto federale di Islamabad affronti la questione nel corso dei meeting settimanali. Intanto, il ministro dell’Interno afghano, Wais Ahmad Barmak, e il capo dell’intelligence, Mohamed Masoom Stanekzai, sono giunti in Pakistan per colloquiare con gli ufficiali pakistani sulla questione.

In passato le autorità di Islamabad hanno esteso la validità dei documenti legali per i rifugiati afghani, Proof of Registration (PoR), almeno sei volte, anche se l’ultimo prolungamento, concordatolo scorso 3 gennaio, è stato il più breve mai concesso. Un comunicato governativo pakistano riferisce che l’economia locale ha portato il peso dei rifugiati afghani per troppo tempo e che le attuali circostanze non perettono che ciò continui a verificarsi. Secondo i dati della UN Refugee Agency, il Pakistan, ad oggi, ospita 1,38 milioni di rifugiati afghani, anche se stime non ufficiali ritengono che al di fuori dei sistemi di rifugiati legali sia presente almeno un altro milione di persone.

Dall’altra parte, il presidente dell’organizzazione che si occupa dei rifugiati afghani nella provincia di Khyber-Pakhtunkhwa, nel nord est del Pakistan, Baryali Miankhel, ha spiegato che sarebbe impossibile riportare in Afghanistan 2,3 milioni di rifugiati immediatamente. Nel 2017, più di 150.000 cittadini afghani hanno lasciato il Pakistan, di cui 59.000 erano stati assistiti dalla UN Refugee Agency, mentre altri avevano deciso di tornare in patria volontariamente.

Nel corso del tempo, la situazione di instabilità in Afghanistan ha costretto un numero sempre crescente di cittadini a lasciare il Paese. Oltre alla minaccia dei vari gruppi terroristici che operano al suo interno, tra cui i talebani e la Khorasan Province, affiliata all’ISIS, le autorità di Kabul sono caratterizzate da una profonda corruzione. Nonostante il maggioresostegno da parte degli Stati Uniti e della NATO, che l’8 novembre ha annunciato l’aumento delle proprie truppe in Afghanistan da 13,000 a 16,000, il Paese asiatico continua ad affrontare grandi difficoltà. I cittadini che decidono di abbandonare le proprie case, cercano di immigrare illegalmente attraverso la provincia di Nimroz, localizzata a sud-est, al confine con il Pakistan e l’Iran, che costituisce ormai un punto di passaggio per coloro che scappano dalla violenza.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa afghana, Pajhwok Afghan News, più di 2.000 cittadini al giorno lasciano Afghanistan attraversando i confini con il Pakistan e l’Iran. La maggior parte sono giovani che decidono di andarsene per motivi di sicurezza, scarsità di opportunità lavorative e per l’estrema povertà, ha spiegato un ufficiale in condizioni di anonimità. Soltanto una metà dei migranti afghani che partono riesce a raggiungere la destinazione sperata, mentre l’altra metà finisce per essere arrestata e deportata. I trafficanti di esseri umani chiedono circa 1.200 dollari affinché una persona venga trasportata fino in Turchia.

La questione dei rifugiati sta divenendo uno degli argomenti di tensione tra il Pakistan e gli Stati Uniti, i cui rapporti sono già caratterizzati da contrasti in merito alla sicurezza, in quanto Washington accusa Islamabad di essere un rifugio sicuro per i terroristi e di non fare abbastanza per eliminare la minaccia dei militanti armati dal proprio territorio e dall’Afghanistan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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