Egitto: Al-Sisi ammonisce l’opposizione

Pubblicato il 1 febbraio 2018 alle 15:32 in Africa Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, ha ammonito chiunque voglia cercare di contrastare il suo ruolo, in risposta alla richiesta dell’opposizione di boicottare le elezioni presidenziali, che si terranno tra il 26 e il 28 marzo.

Mercoledì 31 gennaio, in occasione della cerimonia di inaugurazione del giacimento di gas di Zohr, Al-Sisi ha messo in guardia l’opposizione, dichiarando: “Siete stati avvertiti. Ciò che è successo sette o otto anni fa non accadrà più in Egitto” e ha aggiunto: “Ciò che non ha funzionato allora, non funzionerà oggi. No, sembra che non mi conosciate bene”. Il presidente egiziano fa riferimento ai movimenti di protesta che avevano infiammato le strade egiziane nel 2011. La rivoluzione egiziana, iniziata il 25 gennaio 2011, sulla scia della Primavera araba, che promuoveva il rinnovamento politico e sociale, e poi trasformatasi in una vera e propria rivoluzione, aveva portato alle dimissioni dell’ex presidente, Hosni Mubarak, il 31 gennaio dello stesso anno.

Nel discorso, Al-Sisi ha altresì risposto alle richieste dell’opposizione, che ha definito “malvagia”, senza meglio specificare cosa intendesse, che, avrebbe potuto chiedere al popolo egiziano di scendere in piazza e dargli un “mandato”. In tal senso, il presidente ha dichiarato: “Ascoltate, chiunque voglia creare caos e rovinare il Paese deve prima sbarazzarsi di me. La mia vita e la vita dell’esercito sono il prezzo per la stabilità dell’Egitto”.

Al-Sisi fa riferimento al fatto che, il 28 gennaio, alcuni leader dell’opposizione egiziana avevano esortato a boicottare le prossime elezioni presidenziali, definendole “una commedia”, a causa dell’ondata di repressione che aveva allontanato tutti coloro che si erano candidati contro il presidente in carica. L’invito era stato rinnovato il 30 gennaio, quando un ex candidato alle elezioni, Hamdeen Sabahi, in occasione di una conferenza stampa, che si era tenuta presso la sede del partito di opposizione Dignity Party, aveva esortato a formare una “coalizione unita”, che boicottasse le elezioni. In tal senso, Sabahi aveva dichiarato: “Queste non sono elezioni; non ci sono garanzie né candidati né libertà” e aveva aggiunto: “Non ci possono essere elezioni senza candidati e senza garanzie”. L’uomo era stato l’unico oppositore di Al-Sisi nelle ultime elezioni, che si erano tenute nel giugno 2014 e che si erano concluse con la vittoria dell’attuale presidente egiziano, che aveva ottenuto il 97% dei voti. Durante la conferenza stampa, Sabahi aveva definito la scorsa tornata elettorale “un’assurdità e una farsa”.

La richiesta dell’opposizione era giunta dopo che, il giorno in cui si sarebbero dovute chiudere le candidature, tutti i candidati alle elezioni si erano ritirati, lasciando Al-Sisi a concorrere contro un unico avversario, il parlamentare Mortada Mansour. Il 24 gennaio, l’avvocato egiziano, Khaled Ali, aveva annunciato ufficialmente che avrebbe ritirato la candidatura alle elezioni presidenziali, sottolineando che, al momento, in Egitto non ci sarebbero le condizioni per concorrere in maniera corretta alle elezioni. La decisione dell’avvocato era giunta il giorno successivo al ritiro del principale oppositore politico del presidente egiziano, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito egiziano, il tenente generale Sami Anan, annunciato martedì 23 gennaio, dopo che l’uomo era stato arrestato in seguito alla presentazione della candidatura. Precedentemente, il 15 gennaio, Mohamed Anwar Al-Sadat, il nipote dell’ex presidente egiziano, Anwar Al-Sadat, aveva ritirato la propria candidatura, parlando di un ambiente di paura intorno al voto.

Poco prima della chiusura delle candidature, il 29 gennaio, Mussa Mustapha Mussa, un membro del partito liberale Al-Ghad, che sostiene il presidente in carica, aveva presentato i documenti necessari per concorrere alle elezioni di marzo. Secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, l’episodio aveva suscitato numerose perplessità e Moussa sarebbe stato considerato una pedina nella finta elezione di Al-Sisi.

Al-Sisi è giunto al potere il 3 luglio 2013, dopo aver rovesciato, con un colpo di stato, il governo del predecessore, Mohammed Morsi. L’anno successivo, il presidente si era candidato alle elezioni presidenziali e, l’8 giugno 2014, le aveva vinte con il 97% dei voti a suo favore, dopo essersi confrontato con un solo avversario, Hamdeen Sabahi. Il 24 gennaio, Al-Sisi aveva consegnato tutti i documenti necessari per candidarsi ufficialmente alle elezioni.  

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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