Spagna-Venezuela: crisi diplomatica

Pubblicato il 31 gennaio 2018 alle 5:55 in Spagna Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La reciproca espulsione degli ambasciatori rappresenta un fatto della massima gravità e ha condotto Spagna e Venezuela a una crisi diplomatica e politica senza precedenti. Il Consiglio dei Ministri di Madrid ha deciso lo scorso venerdì “in stretta reciprocità” di espellere l’ambasciatore venezuelano Mario Isea, dopo la decisione di Caracas di espellere l’ambasciatore Jesús Silva Fernández.

Il ministro degli esteri di Madrid, Alfonso Dastis, ha presentato venerdì in Consiglio dei Ministri una serie di misure per rispondere all’espulsione dell’ambasciatore Silva da Caracas. Madrid aveva preannunciato che avrebbe risposto in maniera “proporzionata”, ma alla fine si è deciso di applicare la formula della reciprocità. Il governo spagnolo ha dichiarato l’ambasciatore Isea persona non grata, per poi concedergli 72 ore per abbandonare il paese.

Da lunedì 29, dunque, le rispettive ambasciate sono senza titolare. Isea, già a Caracas per consultazioni sin da mercoledì 24 gennaio, non è tornato a Madrid, mentre Silva ha lasciato il paese latinoamericano lo scorso fine settimana.

Al momento di lasciare Caracas, Silva ha dichiarato che la misura è ingiusta e che la priorità dell’ambasciata rimangono sempre gli spagnoli residenti in Venezuela.

Íñigo Méndez de Vigo, portavoce del governo spagnolo, ha giustificato la misura non solo come reazione all’espulsione dell’ambasciatore Silva, ma anche per “le dichiarazioni e le espressioni fuori luogo e inaccettabili che periodicamente il presidente Nicolás Maduro rivolge contro la Spagna e contro il presidente Mariano Rajoy”.

Maduro ha recentemente definito Rajoy “corrotto” e ne ha questionato la politica economica e la reazione in occasione della crisi catalana. Caracas accusa inolte Madrid di essere fautrice delle manifestazioni dell’opposizione che hanno scosso il paese nei mesi scorsi.

In teoria la crisi diplomatica tra Spagna e Venezuela ha origine nelle sanzioni varate la scorsa settimana dalla UE contro funzionari del governo di Nicolás Maduro, tra cui il numero due del chavismo Diosdado Cabello e il ministro dell’interno Néstor Reverol.

Caracas accusa Madrid di essere ispiratrice delle sanzioni e di ingerenze nella politica interna venezuelana. Fonti diplomatiche, tuttavia, sostengono che Maduro utilizzi la Spagna come bersaglio per distogliere l’opinione pubblica dalla drammatica situazione economica e sociale che attraversa il paese, rinforzando al contempo il settore più duro del chavismo.

La partenza degli ambasciatori, non presuppone, per il momento, la rottura delle relazioni diplomatiche. Madrid assicura i suoi cittadini residenti in Venezuela che l’ambasciata continua a funzionare con tutti i 150 membri del personale diplomatico e gli impiegati normalmente al lavoro.

L’ultima volta che un ambasciatore spagnolo fu espulso da un paese, risale all’espulsione dell’ambasciatore della Spagna franchista dalla Cuba castrista nel 1960. All’epoca, tuttavia, la crisi diplomatica fu scongiurata e le relazioni rimasero ben salde tanto che la Spagna si rifiutò di aderire all’embargo contro l’isola.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.