Sochi: accordo sulla creazione di un comitato costituzionale

Pubblicato il 31 gennaio 2018 alle 11:36 in Medio Oriente Siria

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Il Congresso per il Dialogo nazionale siriano si è concluso con un accordo in merito alla creazione di un comitato costituzionale, secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

Martedì 30 gennaio, si è conclusa la prima sessione del Congresso per il Dialogo nazionale siriano, che era stata organizzata nella città russa di Sochi da Mosca, Teheran e Ankara, al fine di trovare una soluzione politica al conflitto civile siriano. La conferenza, iniziata lunedì 29 gennaio, si è tenuta nonostante l’assenza dei rappresentanti dell’opposizione e dei curdi siriani. Sabato 27 gennaio, un portavoce dell’opposizione aveva dichiarato che non avrebbe preso parte alla conferenza di Sochi, dal momento che la delegazione del governo siriano non avrebbe dimostrato alcun interesse serio a negoziare la pace e che considerava la riunione un tentativo di Mosca di ostacolare il processo di pace di Ginevra, sostenuto dalle Nazioni Unite. Da parte loro, i curdi si sono astenuti dal prendere parte alla conferenza, a causa della campagna militare turca in corso nel distretto di Afrin contro i propri territori.

Secondo quanto riferito dal ministro degli Esteri russo, il comitato costituzionale includerà oltre a coloro che hanno partecipato alla conferenza di pace di Sochi, anche i gruppi che non erano presenti, al fine di “formulare una riforma costituzionale che contribuisca alla soluzione politica promossa dalle Nazioni Unite, in conformità con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 2254”. L’accordo finale verrà raggiunto nel corso del processo di pace di Ginevra, che si svolge sotto l’egida delle Nazioni Unite, secondo quanto specificato dall’inviato speciale del segretario generale dell’ONU per la Siria, Staffan de Mistura.

La risoluzione n. 2254 era stata adottata all’unanimità nel 2015 da parte dei ministri degli Esteri in occasione della terza riunione dell’International Syria Support Group, e confermava l’impegno a porre fine al conflitto civile, attraverso una transizione politica, realizzata dal popolo siriano.

In un comunicato finale, emanato nella serata di martedì 30 gennaio, dopo la conclusione del Congresso per il Dialogo nazionale siriano, l’inviato speciale del presidente russo in Siria, Alexander Lavrentiev, ha dichiarato che le parti presenti alla conferenza hanno approvato 3 documenti, che sono stati consegnati all’inviato speciale del segretario generale dell’ONU per la Siria, Staffan de Mistura, al fine di essere implementati. In merito ai documenti, Lavrentiev ha riferito che contribuiranno al successo del dialogo siriano a Ginevra e ha espresso la speranza che il processo di riforma costituzionale venga avviato al più presto.

Il comunicato finale non fa alcuna menzione del futuro del presidente siriano, Bashar Al-Assad. Tale questione aveva causato tensioni nell’ottavo round dei negoziati di Ginevra, che si era concluso il 14 dicembre 2017. In tale occasione, la delegazione del governo siriano aveva ritardato l’arrivo nella città svizzera, a causa “dell’irritazione” del regime nei confronti della richiesta dell’opposizione siriana di allontanare dal potere il presidente siriano, come condizione per la creazione di uno Stato dopo la fine della guerra civile.

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Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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