Qatar: la base americana di Al-Udeid diventerà permanente

Pubblicato il 31 gennaio 2018 alle 12:43 in Medio Oriente Qatar

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Il Qatar sta progettando l’espansione della base militare americana di Al-Udeid, situata nella zona a sud-ovest di Doha, che, al momento, ospita circa 11.000 membri del personale militare.

Lunedì 29 gennaio, il ministro della Difesa qatarino, Khalid bin Mohammad Al-Attiyah, ha riferito che il programma del Paese è quello di creare 200 unità abitative all’interno della base, destinate ai funzionari americani e alle loro famiglie. In tal senso, in occasione di un evento organizzato dal think-tank americano Heritage Foundation, Al-Attiyah ha dichiarato: “Abbiamo un grande piano per l’espansione di Al-Udeid, per renderla permanente. I colleghi del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sono riluttanti a pronunciare la parola permanente, ma, da parte nostra, stiamo lavorando per renderla permanente”. Il ministro qatarino ha aggiunto: “Nel contesto della Vision 2040, stiamo progettando una collaborazione militare con gli Stati Uniti in tutti gli aspetti in cui è possibile, nell’Aeronautica, nella Marina o nelle forze di terra”.

La base viene utilizzata sia dall’aeronautica militare americana sia da quella qatarina e costituisce il principale centro delle operazioni aeree contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq. Al-Udeid, che, secondo quanto riferito dal quotidiano The New Arab, sarebbe la più grande base militare americana in Medio Oriente, è stata costruita nel 1996 ed è stata utilizzata per la prima volta dagli Stati Uniti nel 2001 per condurre le proprie operazioni in Afghanistan, durante la guerra iniziata il 7 ottobre 2001.

Durante il suo intervento, il ministro della Difesa ha altresì dichiarato: “Il Qatar è situato in una posizione strategica. L’Afghanistan, l’Iraq e la Siria sono tutti punti di accesso nella regione. Non esagero quando dico che l’80% del rifornimento aereo nella regione proviene da Al-Udeid”.

La cooperazione tra Stati Uniti e Qatar si è intensificata negli ultimi mesi, attraverso l’organizzazione di esercitazioni militari congiunte e la conclusione di accordi in merito alla compra-vendita di aerei da combattimento.

L’1 novembre 2017, il Dipartimento di Stato americano aveva approvato un possibile accordo del valore di 1,1 miliardi di dollari per supportare il programma di aerei da combattimento F-15QA. Tale progetto comprenderebbe opere di progettazione e costruzione e il potenziamento della cyber security, dei servizi di difesa e di supporto e avrebbe potenziato l’accordo militare firmato il 14 giugno 2017 dal ministro della Difesa qatarino, Khalid al-Attiyah, e dall’omologo americano, James Mattis, il quale prevedeva l’acquisto da parte di Doha di 72 aerei da combattimento F-15. Precedentemente, l’11 luglio 2017, il Doha e Washington avevano firmato un memorandum d’intesa che poneva le basi per la cooperazione dei due Paesi nella lotta al terrorismo.

In occasione dell’evento della Heritage Foundation, Al-Attiyah ha altresì trattato il tema della crisi del Golfo, sottolineando che il Qatar desidera porre fine alla crisi e che gli Stati Uniti potrebbero svolgere un ruolo di primo piano in tal senso. In questo contesto, il ministro ha dichiarato: “Al momento, credo che l’unica persona che possa risolvere la crisi del Golfo sia il presidente Trump. Credo anche che possa risolverla attraverso una telefonata”.

Il 5 giugno 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto avevano interrotto le relazioni diplomatiche con Doha, ritenendo il Paese colpevole di sostenere e finanziare le organizzazioni terroristiche. Da parte sua, il Qatar aveva respinto le accuse, dichiarandosi disponibile ad avviare un dialogo diretto per risolvere la crisi. Il 23 giugno, i quattro Paesi avevano inviato a Doha, attraverso la mediazione del Kuwait, una lista di 13 richieste che il Paese avrebbe dovuto accettare entro dieci giorni per porre fine all’embargo. Il Qatar aveva rifiutato le richieste, giudicandole in contrasto con il principio di sovranità nazionale, affermando, però, di essere pronto al dialogo per trovare una soluzione alla crisi. Tra le richieste presentate a Doha vi erano l’interruzione dei rapporti con l’Iran, la chiusura immediata della base militare turca in Qatar e la chiusura dei canali di Al Jazeera Media Network.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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