Venezuela: la coalizione di opposizione esclusa dal voto

Pubblicato il 30 gennaio 2018 alle 6:05 in America Latina Venezuela

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Il Tribunale Supremo di Giustizia del Venezuela, controllato dal governo chavista di Nicolás Maduro, ha escluso la coalizione d’opposizione, Mesa de Unidad Democrática (MUD), dalle elezioni legislative e presidenziali convocate per il prossimo 30 aprile.

La suprema corte di Caracas ha ordinato l’esclusione al Consiglio Nazionale Elettorale in virtù della legge che vieta la doppia militanza ai cittadini venezuelani. La norma, pensata contro le opposizioni, si applica di fatto a ogni possibile coalizione, in quanto si fa divieto di militare per più di un movimento politico, nel caso specifico un partito d’opposizione e la coalizione di cui lo stesso partito è integrante.

La Mesa de Unidad Democrática, dunque, non potrà concorrere congiuntamente alle elezioni. Voto da cui è stato escluso anche Voluntad Popular, il partito di Leopoldo López, per non aver rispettato le “esigenze di rinnovamento interno” previste dalla nuova normativa.

Volutad Popular, uno dei quattro maggiori partiti fondatori della MUD, aveva reso noto che non avrebbe cambiato nome per ottemperare alla norma, considerata l’ennesimo ostacolo posto dal governo venezuelano ai suoi oppositori.

Stesso destino è toccato a Puente, piccola formazione centrista diretta dall’ex dirigente anti-chavista Hiram Gaviria, che da tempo opera per ridurre le distanze tra governo e opposizione.

Altri partiti della Mesa de Unidad Democrática, quali Acción Democrática e Primero Justicia, più disposti a scendere a patti con il governo, hanno invece rinnovato nome e struttura per partecipare al voto.

La stampa e gli analisti anti-chavisti accusano Maduro di voler scegliere chi sarà l’opposizione nella prossima assemblea costituente, e alcuni ritengono che il presidente stia accarezzando l’idea di instaurare un regime a partito unico escludendo tutti gli avversari del Partito Socialista Unito del Venezuela.

Luis Florindo, delegato di Voluntad Popular al tavolo di dialogo tra governo e opposizione nella Repubblica Dominicana, ha scritto una lettera al presidente dominicano Medina, ringraziandolo per la mediazione ma affermando che non tornerà al tavolo negoziale “se l’intenzione del governo è cancellare Voluntad Popular”. Florindo si è anche rivolto alla presidente del Consiglio Nazionale Elettorale Tania D’Amelio definendola “un’imbrogliona”.

Washington, intanto, ha annunciato che non riconoscerà il risultato elettorale venezuelano.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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