Stati Uniti ripristineranno ammissioni dei cittadini provenienti da 11 Paesi “ad alto rischio”

Pubblicato il 30 gennaio 2018 alle 13:39 in Immigrazione USA e Canada

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Gli Stati Uniti ripristineranno l’ammissione dei rifugiati provenienti da 11 Paesi, quali Egitto, Iran, Iraq, Libia, Mali, Corea del Nord, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Siria e Yemen, che erano stati classificati ad alto rischio, anche se saranno ancora soggetti a controlli molto approfonditi.

La notizia è stata resa nota da ufficiali dell’amministrazione Trump, i quali hanno spiegato che tali cambiamenti sono avvenuti alla scadenza dei 90 giorni di revisione delle procedure di ammissione per i cittadini provenienti dagli 11 Paesi, da parte del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della Sicurezza Nazionale. “La novità è che non ci saranno più pause per i rifugiati di certi Paesi, ma applicheremo nuove misure di sicurezza”, ha spiegato un ufficiale americano. Tali restrizioni erano state introdotte da Trump il 25 ottobre 2017, con l’adozione dell’ennesimo bando anti-migranti, che era stato poi approvato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, il 5 dicembre scorso.

Si tratta dell’ultima mossa in materia di immigrazione effettuata dall’amministrazione Trump. Fin dalla propria campagna elettorale, il presidente aveva annunciato di voler adottare una linea dura, al fine di rendere gli Stati Uniti un Paese più sicuro. Oltre all’emanazione dei bandi anti-migranti, tale promessa si è concretizzata, il 6 settembre 2017, con l’abrogazione del programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), volto a evitare la deportazione dei giovani clandestini giunti negli Stati Uniti da bambini. Il DACA, Programma per i Sognatori, era stato adottato nel 2012 dalla precedente amministrazione di Barack Obama, con l’intento di permettere ai giovani immigrati di poter lavorare legalmente negli USA. Queste mosse avevano già sollevato diverse critiche, soprattutto da parte dei democratici e dei difensori dei diritti umani, i quali ritengono la posizione di Trump troppo dura. In seguito, il 9 gennaio 2018, l’amministrazione americana ha deciso di revocare il permesso di soggiorno a più di 200.000 cittadini di El Salvador che vivono negli Stati Uniti da oltre dieci anni, costringendoli a lasciare il Paese. Tali migranti stavano usufruendo del programma Temporary Protected Status (TPS), che permette ai cittadini dei Paesi affetti da gravi disastri ambientali o guerre civili di vivere e lavorare legalmente negli USA, per un dato periodo di tempo, fino a che le condizioni dello Stato di origine non torneranno stabili e sicure. I salvadoregni costiscono o il gruppo di stranieri più numeroso che usufruisce del programma, il quale ha evitato la deportazione a tutti coloro che erano giunti negli Stati Uniti, anche illegalmente, in seguito ai terremoti del gennaio e febbraio 2001 che devastarono El Salvador. Solo poche settimane prima, 45,000 cittadini di Haiti, colpita da un terremoto nel 2010, sono stati costretti a rientrare nel loro Paese per la perdita dello status di protezione temporanea.

Il DACA è stato al centro dei tre giorni di shutdown del governo americano, dal 20 al 23 gennaio. Il blocco è iniziato in quanto i repubblicani e Trump si sono rifiutati di estendere la protezione del DACA, di cui usufruiscono 800.000 persone, a migliaia di giovani immigrati, come proposto dai democratici che, in reazione, si sono opposti al passaggio della proposta di legge per finanziare il bilancio del governo fino all’8 febbraio 2018. Lo shutdown è terminato la notte tra il 22 e il 23 gennaio, quando il presidente Trump ha firmato la misura approvata da Repubblicani e Democratici, che prolungherà i finanziamenti per il Programma di Assicurazione Sanitaria per Bambini (CHIP) per sei anni, e che prevederà l’organizzazione di votazioni sulla questione del Programma per i Sognatori nelle prossime settimane. Il 25 gennaio, Trump ha presentato un’anteprima della bozza di legge sull’immigrazione che proporrà questa settimana, la quale prevede la costruzione di un muro ai confini con il Messico, del valore di 25 milioni di dollari, e la concessione di cittadinanza ai beneficiari del Programma per i Sognatori.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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