AMISOM: i raid americani stanno decimando al-Shabaab

Pubblicato il 30 gennaio 2018 alle 6:01 in Africa Somalia

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Il rappresentante speciale della missione dell’Onu in Somalia (AMISOM), Francisco Madeira, ha reso noto che i bombardamenti con i droni da parte degli americani stanno eradicando i militanti di al-Shabaab dal Paese.

Da quando il presidente Donald Trump ha iniziato il mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, ha giurato di voler eliminare la minaccia jihadista da diversi Paesi, tra cui la Somalia. Ne è conseguito che, tra il gennaio e il novembre 2017, gli USA hanno compiuto 30 bombardamenti aerei nel Paese africano contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti, in linea con la volontà del presidente americano di voler eliminare definitivamente la minaccia terroristica. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, sono stati altresì compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico nel Paese africano. Uno degli ultimi raid aerei pubblicizzati dai media è avvenuto il 2 gennaio, quando è stato neutralizzato un veicolo carico di esplosivo dei terroristi somali che si stava dirigendo verso Mogadiscio.

L’aumento dei bombardamenti è stato dovuto al fatto che Trump, lo scorso ottobre, ha deciso di introdurre nuove regole sui raid con i droni, eliminando una serie di restrizioni introdotte nel maggio 2013 dal precedente presidente, Barack Obama. Secondo tali limitazioni, le operazioni delle forze di sicurezza speciali e della CIA dovevano colpire esclusivamente quei gruppi di militanti considerati “una minaccia continua e imminente” agli interessi dei cittadini americani. Con le modifiche proposte dalla Casa Bianca, i soldati americani, invece, sono ora in grado di colpire anche membri delle organizzazioni terroristiche che non ricoprono il ruolo di combattenti o di leader e, inoltre, i raid con i droni non sono più soggetti a controlli di alto livello. Il 12 dicembre 2017, il Pentagono ha inoltre presentato un nuovo piano contro i terroristi in Somalia, il quale prevede che le truppe americane rimangano nel Paese africano per almeno altri 2 anni, alla fine dei quali dovrà essere effettuato un controllo per stabilire se sarà necessario prolungare le operazioni.

Madeira ha spiegato che i bombardamenti stanno decimando i militanti di al-Shabaab e che, a suo avviso, in breve tempo, riusciranno a stroncare la minaccia terroristica.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano ha inserito la Somalia al primo posto tra i Paesi considerati “safe heavens” (rifugio sicuro) del terrorismo in Africa. Con tale termine, vengono indicati quegli Stati in cui le organizzazioni terroristiche sono in grado di operare liberamente per colpa di una governance locale inadeguata e incapace di contrastare le attività terroristiche. Secondo il rapporto, la capacità di al-Shabaab di operare indisturbatamente nel Paese è stata dovuta, in larga parte, alla fallibilità delle operazioni anti-terrorismo portate avanti dal governo. L’attacco più mortale compiuto da al-Shabaab in Somalia si è verificato il 14 ottobre 2017, a Mogadiscio, dove l’esplosione di autobombe ha ucciso più di 500 persone.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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