Spagna: Puigdemont deve tornare se vuole l’investitura

Pubblicato il 29 gennaio 2018 alle 6:09 in Europa Spagna

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La Corte costituzionale spagnola ha dichiarato illegittime tutte le opzioni di investitura del prossimo Presidente della Generalitat catalana diverse dal normale dibattito parlamentare seguito da votazione.

La decisione della corte è frutto del ricorso del governo centrale contro la proposta d’investitura di Puigdemont presentato dal neoeletto presidente del parlamento catalano Roger Torrent. I giudici costituzionali hanno bocciato ogni possibile investitura telematica, a distanza o per delega. Bocciata anche ogni possibilità di votare l’investitura con una comparsa “a sorpresa” di Puigdemont in parlamento.

A Carles Puigdemont non rimane dunque che una strada: tornare in Spagna, consegnarsi alla giustizia per i reati di cui è accusato e chiedere al giudice istruttore un’autorizzazione a recarsi nell’aula parlamentare per prendere parte al dibattito d’investitura.

La Corte costituzionale ha dunque sposato il parere già espresso nelle scorse settimane dall’avvocatura del parlamento di Barcellona. 

Al presidente del parlamento catalano Roger Torrent e ai membri della presidenza sarà notificato personalmente il decreto per cui “è loro dovere impedire o paralizzare qualsiasi iniziativa si proponga di ignorare o eludere le misure cautelari in questione e in particolare devono astenersi dall’iniziare, tramitare, informare o dettare, nell’ambito delle rispettive competenze, accordo o azione alcuna che permetta di procedere ad un dibattito d’investitura di don Carles Puigdemont i Casamajó come candidato alla presidenza della Generalitat che non rispetti le misure cautelari adottate”.

Da Bruxelles, Carles Puigdemont ha fatto sapere che chiederà permesso al giudice per recarsi al dibattito d’investitura, ma lo farà dal Belgio, non recandosi di persona a Barcellona. 

Il dibattito è previsto per il prossimo martedì 30 gennaio, secondo quanto dichiarato a Catalunya Radio da Josep Rull, deputato di Junts per Catalunya, la formazione guidata dall’ex presidente catalano.

Rull ha sottolineato come l’investitura sia complicata dalla “continua violazione del principio di separazione dei poteri”.

In precedenza il leader nazionalista fiammingo Bart De Wever aveva respinto ogni negoziato per consentire l’elezione di Puigdemont “in esilio”, ospitando i deputati nazionalisti catalani al parlamento fiammingo.

 

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Traduzione dallo spagnolo e dal francese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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