Israele: l’Iran sta trasformando il Libano in un sito missilistico

Pubblicato il 29 gennaio 2018 alle 15:53 in Israele Russia

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Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che l’Iran starebbe tentando di “trasformare il Libano in un grande sito missilistico, un sito per la produzione di missili di precisione contro lo Stato di Israele”.

Lunedì 29 gennaio, il primo ministro israeliano si è recato in visita di Stato a Mosca per discutere con il presidente russo, Vladimir Putin, il coordinamento militare dei due Paesi in Siria e il tentativo dell’Iran di rafforzare la propria presenza nel territorio. In tale occasione, le due parti discuteranno altresì la posizione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in merito all’accordo sul nucleare con l’Iran.

Il 12 gennaio, il presidente americano aveva deciso di estendere la sospensione delle sanzioni contro l’Iran “per l’ultima volta” dopo che, il 13 ottobre 2017, aveva deciso di de-certificare il patto, accusando Teheran di non averne rispettato “lo spirito”. In tale occasione, Trump aveva altresì esortato gli alleati europei a collaborare con il Congresso americano, affinché venissero apportate modifiche ai “disastrosi vizi” contenuti nel patto nucleare del 2015. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), concluso sotto l’amministrazione Obama il 14 luglio 2015, era stato firmato dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania. Il patto prevede la sospensione di tutte le sanzioni imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

In occasione della visita di Stato in Russia, Netanyahu chiederà a Putin di mantenere la libertà di azione di Israele negli spazi aerei siriano e libanese, dal momento che, secondo quanto riferito da alcuni funzionari, Israele starebbe lavorando per bloccare il contrabbando di armi, che l’Iran fornirebbe a Hezbollah, passando attraverso il territorio siriano.

Prima di partire alla volta di Mosca, il primo ministro israeliano ha dichiarato che avrebbe “discusso con Putin gli sforzi inarrestabili dell’Iran, mirati a stabilire una presenza militare in Siria, a cui ci opponiamo fermamente e contro la quale stiamo agendo”. In tal senso, Netanyahu ha affermato che l’Iran starebbe “trasformando il Libano in un grande sito missilistico, un sito per la produzione di missili di precisione contro lo Stato di Israele. È qualcosa che non siamo pronti a tollerare” e ha aggiunto: “È qualcosa a cui ci opponiamo fermamente e che stiamo cercando di fermare”.

Già il 13 dicembre, il ministro israeliano per l’Intelligence, Yisrael Katz, aveva dichiarato di essere consapevole del fatto che l’Iran stesse costruendo un impianto di armi in Libano e che Israele avrebbe agito per prevenire la presenza militare di Teheran nel Paese.

Israele teme che l’Iran crei una presenza stabile nel territorio siriano, potenziando, in questo modo, le capacità militari di Hezbollah ed estendendo il suo fronte con Israele dal sud del Libano alle alture del Golan. Al fine di gestire tale situazione venutasi a creare negli scorsi mesi, Israele si è mosso su due fronti. Da un lato, ha colpito le milizie di Hezbollah, sostenute dall’Iran, che operano in territorio siriano. Dall’altro lato, ha preso di mira le forze del regime che si scontrano con l’opposizione siriana, in particolare nelle alture del Golan, al confine con il proprio territorio.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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