Attacco dell’ISIS contro accademia militare a Kabul

Pubblicato il 29 gennaio 2018 alle 12:30 in Afghanistan Asia

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L’accademia militare Marshal Fahim Military University di Kabul è stata attaccata da 5 militanti armati, i quali hanno ucciso 11 soldati e ne hanno feriti altri 10, la mattina di lunedì 29 gennaio. L’ISIS ha rivendicato l’azione. Un portavoce della polizia della capitale afghana, Basir Mujahid, ha riferito che l’assalto è durato almeno 5 ore, durante le quali si sono verificati scontri con le forze di sicurezza accorse sul luogo. Secondo quanto riportato dall’emittente afghana, Tolo News, 2 degli attentatori si sono fatti esplodere, 2 sono stati uccisi dal fuoco della polizia, mentre un quinto è stato arrestato. Un professore dell’università Abu Rayhan di Kabul, Abdullah Fahimi, ha riferito ad al-Jazeera English che gli attacchi terroristici contro la capitale afghana stanno aumentando rispetto ai due inverni precedenti. A suo avviso, ciò è dovuto “all’aggressiva strategia messa in atto dal governo locale e dagli Stati Uniti”, i quali vogliono eliminare definitivamente la minaccia terroristica dal Paese. Lo scorso 21 agosto, il presidente Donald Trump ha annunciato nuove iniziative volte a stabilizzare l’Afghanistan e ad annientare le attività dei gruppi armati, che hanno comportato un aumento delle truppe americane da 11.000 a 15.000 e a una crescita del numero dei raid aerei contro i talebani e l’ISIS.

Si è trattato del terzo attacco terroristico che ha colpito Kabul nel giro di una settimana. Solo due giorni prima, i talebani avevano causato la morte di 103 persone e il ferimento di altre 235 per mano di una bomba nascosta all’interno di un’ambulanza, che è esplosa mentre il veicolo si trovava presso l’area diplomatica della capitale, dove sono ubicate le sedi di diverse ambasciate ed edifici governativi. Il 20 gennaio, invece, sempre i talebani avevano attaccato l’Intercontinental Hotel di Kabul, uccidendo 43 persone.

L’ultimo attentato rivendicato dai militanti dell’ISIS, invece, risale al 23 gennaio, quando i terroristi hanno preso d’assalto l’ufficio di Save the Children, a Jalalabad, nella provincia di Nangarhar, al confine con il Pakistan, causando la morte di 40 persone e il ferimento di altre 12. Il giorno seguente, l’organizzazione umanitaria ha annunciato la sospensione temporanea delle proprie attività in Afghanistan. La Khorasan Province, branca dello Stato Islamico, è attiva in Afghanistan e in Pakistan dal 2015 e compie attacchi contro le forze di sicurezza locali e straniere, e contro le minoranze sciite.

Secondo la CNN gli attacchi dell’ultima settimana dimostrano l’evidente difficoltà dell’amministrazione Trump in Afghanistan. Nel corso dell’anno passato, spiega l’emittente americana, i talebani sono divenuti più forti in molte province del Paese, arrivando a controllare il 40% del territorio nazionale. In 17 anni di invasione, gli Stati Uniti hanno speso 830 miliardi di dollari in Afghanistan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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