Ambasciata Azerbaigian scrive a Sicurezza Internazionale sul conflitto con l’Armenia

Pubblicato il 29 gennaio 2018 alle 12:04 in Asia Azerbaigian

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Gentile Direttore di Sicurezza Internazionale, professor Alessandro Orsini

La presente è in relazione all’articolo “Karabach: Armenia e Azerbaigian confidano nell’Italia“, pubblicato in data 22 gennaio 2018. Innanzi tutto vorremmo ringraziare per  l‘attenzione data al tema della presidenza italiana dell’OSCE e delle speranze che l’Azerbaigian ripone in essa – l’argomento è per il nostro paese di grande rilevanza ed attualità, come segnalato anche in un comunicato stampa del Ministero degli Affari Esteri dell’Azerbaigian. Desideriamo però chiarire alcuni punti emersi nel vostro editoriale.

Purtroppo l’articolo, pur dicendo che “il Nagorno Karabakh fu al centro del conflitto che oppose Erevan a Baku”, non segnala che il conflitto stesso ha origine da una rivendicazione territoriale dell’Armenia contro l’Azerbaigian, che ha portato all’occupazione militare da parte dell’Armenia del 20% circa del territorio dell’Azerbaigian internazionalmente riconosciuto. Tale territorio comprende il Nagorno Karabakh ma anche 7 distretti adiacenti e l’occupazione prosegue da ormai quasi 30 anni. Ugualmente non è coretto dire che la popolazione azera del Nagorno-Karabakh “è fuggita in seguito al conflitto”, ciò che infatti si verificò fu una vera pulizia etnica da parte dell’Armenia contro gli azerbaigiani dei territori occupati, il cui episodio più triste e noto è stato il genocidio di Khojaly costato la vita a 613 azerbaigiani, di cui la maggioranza erano donne e bambini, e di cui tra poche settimane ricorrerà il 26esimo anniversario. Tale accanimento contro il mio popolo ha causato circa un milione di rifugiati e profughi interni, azerbaigiani. Inoltre, prima del conflitto la popolazione azerbaigiana del Nagorno Karabakh era più del 25% e non il 10% come riporta l’articolo e i distretti adiacenti erano popolati solo da azerbaigiani, ulteriormente tutti espulsi da quei territori dalle forze armate dell’Armenia. Per quanto riguarda la “autoproclamata Repubblica di Artsakh”, questo non è altro che un regime fantoccio creato illegalmente dall’Armenia nei territori occupati dell’Azerbaigian e non è riconosciuto da nessun paese, inclusa l’Armenia stessa.

E’ giusto dire che l’Azerbaigian ha speranza nella presidenza italiana dell’OSCE, perché la speranza è che finalmente vengano attuati i numerosi documenti internazionali, tra cui quattro risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che riaffermano L’integrità territoriale dell’Azerbaigian ed anche definiscono il Nagorno Karabakh come parte dell’Azerbaigian e richiedono il ritiro immediato, completo e incondizionato delle forze armate dell’Armenia dai nostri territori, e che ancora rimangono inascoltati. Vorremmo ricordare che in conformità con tali risoluzioni del Consiglio Sicurezza dell’ONU fu preparato anche, da parte dell’allora sottosegretario degli Esteri italiano, l’onorevole Mario Raffaelli, in qualità di primo presidente della Conferenza di Minsk della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (in seguito ribattezzata OSCE) il calendario delle “Misure urgenti” per il ritiro delle truppe dell’Armenia dai territori occupati dell’Azerbaigian, anch’esso mai attuato.

 Ringraziando per l’attenzione, porgiamo i nostri migliori saluti,

Primo Segretario Erkin Heydarli

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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