Mali: al-Qaeda attacca l’esercito del Paese

Pubblicato il 28 gennaio 2018 alle 8:32 in Africa Mali

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Almeno 14 soldati del Mali sono stati uccisi e 18 sono stati feriti in seguito a un attacco di al-Qaeda, che ha brevemente preso il controllo di una base militare nel Paese.

Le forze armate malesi sono state attaccate alle 4 del mattino di sabato 27 gennaio, a Soumpi, nella regione del Timbuctu, da circa 30 combattenti armati pesantemente. L’esercito ha comunicato la notizia sui social media, annunciando le perdite e dichiarando anche danni materiali. Durante le prime ore della lotta, i militanti di al-Qaeda hanno preso il controllo della base militare, che è stata espugnata nel pomeriggio.

L’attacco ha costretto il presidente del Paese, Ibrahim Boubacar Keita, a cancellare la sua visita al summit dell’Unione Africana, previsto ad Addis Abeba, in Etiopia. “Questi barbari attacchi non ci spaventeranno. Al contrario, rinforzeranno la nostra determinazione nella lotta contro i terroristi” ha dichiarato Keita.

L’attacco di Soumpi è avvenuto due giorni dopo l’uccisione di 26 persone a causa di una mina, nella parte centrale del Mali, a Boni. Secondo Al Jazeera in lingua inglese, il governo malese sta perdendo il controllo delle aree rurali del Paese, dove stanno aumentando gli attacchi di al-Qaeda contro le truppe locali ed estere.

I militanti del gruppo terroristico, in coalizione con il movimento di Azawad, avevano preso il controllo del deserto nella parte settentrionale del Mali nel 2012, ma erano stati scacciati, per la maggior parte, da un’operazione militare guidata dalla Francia, cominciata nel gennaio 2013. Tuttavia, la situazione nel Paese era peggiorata, con attacchi periodici concentrati inizialmente nel deserto del nord e che poi, successivamente, si sono estesi nel resto del Mali. Tutt’oggi, nel Paese è in corso una missione di peacekeeping dell’Onu.

 A giugno del 2015 il governo di Bamako aveva siglato un accordo di pace con coalizioni di ribelli non affiliati ad al-Qaeda, ma nonostante ciò i combattenti erano rimasti attivi, in controllo di vaste parti del Paese. Il Mali si trova in stato di emergenza dal 20 novembre 2015, giorno in cui al-Qaeda del Maghreb (AQIM) aveva compiuto un attentato contro un hotel della capitale, provocando la morte di 20 persone.

Mercoledì 24 gennaio, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità un documento, proposto dalla Francia, che coinvolge le parti del trattato di pace del 2015. Secondo la mozione, i firmatari hanno fino a fine a marzo per mostrare progressi riguardo la situazione in cui versa il Mali, pena l’imposizione di una serie di sanzioni. La decisione dell’organo dell’Onu è stata presa per fornire alla popolazione del Paese una prova tangibile degli sforzi per il processo di pace, in vista delle elezioni previste per quest’anno.

Il Paese nordafricano sta affrontando ormai da anni una guerra civile continua, di bassa intensità. Circa metà della sua popolazione vive al di sotto dell’indicatore internazionale di povertà, sopravvivendo con meno di 1 dollaro al giorno. Il Mali fa parte della “G5 Sahel force”, una coalizione con Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, che prevede l’unione militare per lottare contro le minacce.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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