Honduras: giuramento presidenziale tra le proteste dei manifestanti

Pubblicato il 28 gennaio 2018 alle 10:38 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il presidente onduregno, Juan Orlando Hernandez, ha lanciato un appello all’unità nazionale, scossa dalle proteste avvenute all’indomani della sua rielezione; nelle strade, la polizia si è scontrata con i manifestanti.

Sabato 27 gennaio, il capo di Stato dell’Honduras, Hernandez, ha prestato giuramento per un secondo mandato presidenziale nello stadio nazionale di Tegucigalpa, alla presenza del presidente del Congresso Nazionale honduregno, Mauricio Oliva. In tale occasione, mentre i suoi sostenitori sventolavano la bandiera nazionale bianca e blu al coro di “unità”, Hernandez si è appellato alla coesione del Paese, citando il Nuovo Testamento (“se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi”). Egli ha poi promesso che porterà avanti un processo di riconciliazione onnicomprensivo di tutti i cittadini onduregni, assicurandoli di perseguire la pace e promuovere la prosperità del Paese. Mentre la cerimonia aveva luogo, a poca distanza dallo stadio, migliaia di manifestanti si sono scontrati con le forze dell’ordine e dell’esercito, le quali hanno lanciato lacrimogeni contro la folla nell’intento di sedare le violente proteste contro il presidente e la sua rielezione dalla legittimità contestata. Il gruppo di manifestanti era guidato dal leader dell’opposizione politica honduregna del centro-sinistra, Salvador Nasralla. In questo contesto Antonio Tejada, un dimostrante, ha riferito ai giornalisti che Hernandez si è insediato al potere contro la volontà del suo popolo, e che essi continueranno a combattere finché Hernandez non si destituirà.
Dopo che la polizia ha disperso il raduno cittadino, piccoli gruppi di manifestanti si sono spostati nelle strade adiacenti, dove hanno iniziato a lanciare pietre contro le forze di sicurezza, che hanno risposto con i lacrimogeni. Altre forze dell’ordine sono state inviate a demolire le barricate create da altri cittadini in protesta lungo le autostrade di Tegucigalpa. In questa situazione, cinque persone sono state arrestate in seguito all’incendio doloso di un trattore rimorchio; a riferirlo è un portavoce della polizia.

Hernandez ha promesso di mantenere una linea dura nella lotta contro la criminalità locale, tuttavia la sua strategia oppressiva è stata oggetto di critiche a opera dei gruppi umanitari. Durante il suo primo mandato, Hernandez ha riscosso il favore degli investitori riuscendo a ridurre il deficit nazionale e a rilanciare la crescita economica dell’Honduras.

In seguito a una contestata decisione presa dalla Corte Suprema nel 2015, Hernandez è stato il primo presidente a essere rieletto per un secondo mandato da quando, quarant’anni fa, è terminata la dittatura nel Paese. Il 22 dicembre 2017, il Messico e gli Stati Uniti si sono pronunciati a favore dell’esito elettorale che ha sancito la vittoria del già presidente onduregno Hernandez, riconfermato in carica. Il tribunale elettorale onduregno ha dichiarato Hernandez vincitore delle elezioni presidenziali che si sono tenute il 26 novembre, nonostante le proteste dell’opposizione che sostiene ci siano state irregolarità nel conteggio dei voti. Il risultato dello spoglio elettorale aveva inizialmente favorito il candidato di centrosinistra rivale del presidente, Salvador Nasralla, ma dopo una improvvisa sospensione nel conteggio dei voti, seguita da un ritardo di 36 ore, l’esito definitivo si è ribaltato in favore di Hernandez, l’attuale presidente del Paese centramericano.

Presunte accuse di brogli hanno scatenato violente proteste, le quali hanno causato la morte di oltre 30 persone. Il Paese non gode di una situazione stabile, essendo già indebolito da conflitti interni tra forze dell’ordine, gang locali e narcotrafficanti. Inoltre, ad oggi circa il 60% dei cittadini vive in condizioni di povertà. Queste ragioni hanno determinato l’inizio di un massiccio flusso migratorio di honduregni verso gli Stati Uniti.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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