Il Canada spera che i negoziati per il NAFTA continueranno

Pubblicato il 28 gennaio 2018 alle 13:44 in Messico USA e Canada

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In seguito a una serie di piccoli progressi raggiunti durante l’ultima tornata di trattative per il NAFTA, tenutesi a Montreal, il Canada spera che i negoziati continueranno.

Il capo delle trattative del Paese, Steve Verheul, sabato 28 gennaio ha dichiarato che i funzionari impegnati per migliorare l’accordo hanno fatto progressi positivi e sperano che i politici decidano di continuare i negoziati. Canada, Stati Uniti e Messico chiuderanno lunedì 29 gennaio il sesto round di discussione, nonostante la maggior parte delle problematiche non siano state risolte. Il governo americano, infatti, vorrebbe istituire regole più rigide per quanto riguarda la provenienza dei beni NAFTA, con l’obiettivo di fissare livelli minimi sulle componenti delle automobili americane, richiedendo che almeno il 50% delle componenti sia prodotto negli Stati Uniti. Canada e Messico si rifiutano di esaudire questa richiesta, ma hanno entrambi dichiarato di essere disponibili a compromessi.

Il rappresentante del Commercio statunitense, Robert Lighthizer, il ministro degli Esteri canadese, Chrystia Freeland e il ministro dell’Economia messicano, Ildefonso Guajardo, terranno una conferenza stampa lunedì per annunciare i prossimi sviluppi. Verheul spera che le tre autorità siano d’accordo sulla possibilità di continuare le trattative, poiché è fiducioso nei progressi che le riunioni del sesto round hanno prodotto.

Inizialmente, a causa delle elezioni di luglio in Messico, le trattative per il NAFTA avrebbero dovuto concludersi a marzo, ma Guajardo ha dichiarato che se ci sarà la necessità, il processo verrà esteso.

L’Accordo nordamericano per il libero scambio è stato firmato il 17 dicembre 1992 dall’ex presidente messicano, Carlos Salinas de Gortari, dall’ex presidente statunitense, George W. Bush, e dall’ex premier canadese, Brian Mulroney. Entrato in vigore l’1 gennaio 1994, il patto protegge la proprietà intellettuale, stabiliva l’immediata revoca dei dazi doganali su metà dei prodotti statunitensi in entrata in Messico e Canada e imponeva la rimozione di restrizioni presenti su beni quali tessili, computer, motoveicoli, componenti d’auto e prodotti agricoli.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che sin dalla sua campagna elettorale ha definito il patto “un disastro”, aveva spesso minacciato di tirarsene fuori, a meno che le parti non avessero applicato sostanziali cambiamenti alle condizioni, sostenendo che gli unici beneficiari dell’accordo erano Messico e Canada. Le tre parti avevano quindi aperto una serie di negoziati per modificare il patto. Durante il quarto round, Trump aveva proposto la fine del NAFTA entro 5 anni, oppure la creazione di 3 patti bilaterali fra i Paesi. La soluzione era stata respinta sia dalle autorità messicane che da quelle canadesi.

Giovedì 11 gennaio, Trump, pur confermando la sua volontà di uscire dal NAFTA se non verrà raggiunto un accordo per modificarne la natura, ha lasciato intendere che rimarrà flessibile fin dopo le elezioni messicane per negoziare il patto poiché, a suo dire, è difficile trattare su alcuni aspetti prima di tale evento.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

 

di Redazione

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