Afghanistan: attentato suicida a Kabul per mano dei talebani

Pubblicato il 28 gennaio 2018 alle 17:00 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una bomba nascosta dai talebani in un’ambulanza è esplosa uccidendo almeno 103 persone e ferendone altre 235 nella capitale afghana.

L’ordigno esplosivo con cui si è svolto l’attentato è esploso all’ora di pranzo di sabato 27 gennaio, nel distretto diplomatico della città di Kabul, dove si trovano ambasciate ed edifici governativi afghani. I talebani hanno rivendicato la responsabilità dell’esplosione. Il portavoce del ministro della Sanità afghano, Wahid Majroh, ha reso noto che almeno 103 persone sono state uccise nell’attacco, e che i feriti ammontano a circa 235. La zona era molto trafficata, poiché il sabato in Afghanistan è un giorno lavorativo. Mirwais Yasini, un parlamentare che si trovava nell’area durante l’esplosione, ha riferito che l’ambulanza si è dapprima avvicinata a un ufficio del High Peace Council (HPC) e alle ambasciate estere limitrofe, e una volta lì si è fatta saltare in aria.

Ahmed Naweed, testimone oculare, ha riferito ad Al Jazeera che l’esplosione è avvenuta nelle vicinanze del Jamhuriat Hospital, dopo che l’autista suicida era riuscito per eludere il primo check-in della sorveglianza. Naweed ha inoltre descritto la scena di numerosi corpi insanguinati a terra, mentre la folla urlava e si accalcava verso vie di fuga. Anche Dejan Panic, coordinatore dell’ONG italiana di aiuti umanitari Emergency per l’Afghanistan, ha assistito all’accaduto, poiché stava lavorando in una struttura ospedaliera poco distante. Panic ha descritto la scena come un “massacro”, riferendo che almeno 7 persone erano già morte quando i soccorsi di Emergency si sono recati sul posto. Il punto dell’esplosione è ridotto in macerie e la violenza dello scoppio è stata tale da scuotere anche edifici distanti dal distretto di Kabul.

L’attentato dei talebani è avvenuto a una settimana di distanza dall’assedio all’Intercontinental Hotel di Kabul di sabato 20 gennaio. In quell’occasione sono morte almeno 20 persone, sempre per mano dei talebani. Domenica 14 gennaio, i combattenti afghani avevano effettuato un’imboscata contro la polizia afghana, nell’area di Raigi, presso la città dell’Afghanistan occidentale di Farah, uccidendo 7 agenti e ferendone altri 3. Recentemente, mercoledì 23 gennaio, invece, l’ISIS ha rivendicato un attacco condotto contro l’ufficio di Save the Children a Jalalabad, dove militanti armati hanno fatto irruzione iniziando uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza, conclusosi con la morte di 40 civili e il ferimento di almeno altri 12.

L’attentato del 27 gennaio va ad incrementare le pressioni che gravano sul presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, e sui suoi alleati statunitensi, i quali erano convinti che la nuova strategia militare più aggressiva condotta sul territorio avrebbe sedato gli attacchi talebani nei principali snodi urbani del Paese. Gli Stati Uniti hanno prestato assistenza alle forze di sicurezza afghane e hanno incrementato i raid aerei contro i talebani e altri gruppi militanti estremisti, col fine di costringere tali fazioni bellicose a una tregua e a un negoziato. Tuttavia, i talebani hanno mostrato di non essere stati indeboliti dalla strategia afghano-americana, e hanno manifestato che la loro pericolosità non è stata intaccata nel corso dei recenti attacchi condotti nella capitale Kabul.

L’Afghanistan High Peace Council (HPC) è un organo facente parte del Programma per la Pace e la Reintegrazione dell’Afghanistan (Afghanistan Peace and Reintegration Program), istituito il 5 settembre 2010 da Hamid Karzai, l’allora presidente afghano, per negoziare con i talebani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.