Sventato attacco dei talebani a Jalalabad

Pubblicato il 27 gennaio 2018 alle 7:00 in Afghanistan Asia

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Le forze di sicurezza afghane hanno sventato un attacco che avrebbe dovuto colpire Jalalabad, capitale della provincia di Nangarhar, al confine con il Pakistan. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa afghana Khaama Press, il sospettato, accusato di pianificare un grave attacco terroristico, è stato identificato essere Asrarullah, membro dei talebani, ed è stato trattenuto mentre cercava di trasportare armi pensanti verso Jalalabad. L’attentatore, residente nella provincia di Logar, ha confessato di far parte dei talebani che stanno cercando di riprendere il controllo dell’area della città afghana. Al momento, i talebani non hanno rilasciato alcun commento sull’accaduto.

Jalalabad è stata teatro di un violento attacco terroristico rivedicato dai militanti dell’ISIS, mercoledì 23 gennaio, che ha colpito l’ufficio della sede di Save the Children, in cui sono morte più di 40 persone e ne sono state ferite almeno 12.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Dal 2015, l’Afghanistan è minacciato dalla Khorasan Province, la branca dell’ISIS attiva nella regione che compie continui attentati contro le forze di sicurezza e le minoranze sciite locali.

Nonostante l’aumento dei raid aerei americani, sia i talebani sia i militanti dell’ISIS continuano a sferrare offensive in diverse zone del Paese. Secondo quanto riportato dalla CNN, nel solo mese di ottobre 2017, gli USA hanno sganciato 653 bombe e missili in Afghanistan, segnando un netto aumento rispetto alle 203 munizioni utilizzate lo stesso mese nel 2016. Lo scorso 12 dicembre, l’esercito afghano ha annunciato di essere in procinto di lanciare un’operazione per arrestare definitivamente la penetrazione dello Stato Islamico all’interno delle province afghane. Il portavoce del Ministero della Difesa, Dawlat Waziri, martedì 12 dicembre 2017, ha specificato che la missione verrà effettuata nel nord dell’Afghanistan, presso le province di Sar e Pul, Faryab e Jowzjan, dove i terroristi legati all’ISIS sono particolarmente attivi. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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