Israele propone un “nuovo modello” di pace

Pubblicato il 27 gennaio 2018 alle 6:02 in Israele Palestina

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha proposto un “nuovo modello” di pace con i palestinesi, lasciando da parte la soluzione a due Stati.

Giovedì 25 gennaio, in occasione del Forum economico mondiale, che si è tenuto nella città svizzera di Davos, il primo ministro ha proposto un “nuovo modello” che permetterebbe ai palestinesi di governare il loro territorio, mentre Israele continuerebbe a mantenere il controllo della sicurezza. In questo modo, il primo ministro si sarebbe allontanato dalla soluzione a due Stati, che, secondo il popolo palestinese e la comunità internazionale, costituirebbe la soluzione al conflitto israelo-palestinese. In tal senso, Netanyahu ha affermato che la comunità internazionale avrebbe “viziato” i palestinesi, mentre la posizione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe come obiettivo di far “entrare i palestinesi nella stanza e di negoziare la pace”.

Il primo ministro israeliano fa riferimento al fatto che, lo stesso giorno, giovedì 25 gennaio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di interrompere l’erogazione degli aiuti per l’assistenza economica e di sicurezza ai palestinesi se non acconsentiranno a prendere parte ai negoziati di pace. Il presidente americano ha altresì dichiarato che gli Stati Uniti avevano tolto Gerusalemme dal tavolo delle trattative.

Il 6 dicembre 2017, il presidente americano aveva annunciato ufficialmente il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e la decisione di trasferirvi l’ambasciata degli Stati Uniti nel Paese. Tale dichiarazione aveva scatenato l’opposizione dei palestinesi e della comunità internazionale, i quali ritengono che lo status della Città Santa debba essere stabilito nei negoziati di pace tra Israele e palestinesi.

In merito alla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, il 14 gennaio, in occasione dell’incontro dei leader del Consiglio Centrale palestinese, il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, aveva dichiarato che non avrebbe accettato che gli Stati Uniti svolgessero il ruolo di mediatore nei negoziati di pace tra Israele e il popolo palestinese e aveva definito gli sforzi di pace del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, come “lo schiaffo del secolo”. Abbas aveva già chiarito la propria posizione in merito al ruolo degli Stati Uniti nel processo di pace israelo-palestinese il 22 dicembre 2017, durante una conferenza stampa congiunta con il proprio omologo francese, Emmanuel Macron. In tale occasione, il presidente palestinese aveva affermato che non avrebbe più considerato Washington un partecipante onesto alle trattative di pace con Israele, pertanto il ruolo del governo statunitense come mediatore nel processo non sarebbe più stato accettato. Abbas faceva riferimento a un piano di pace che gli Stati Uniti starebbero sviluppando da qualche mese, nonostante non siano stati divulgati i dettagli.

In merito al ruolo degli Stati Uniti nei negoziati israelo-palestinesi, il primo ministro israeliano ha altresì dichiarato che nessuno potrebbe sostituire gli Stati Uniti come mediatore per il raggiungimento di un accordo di pace tra le due parti. In tal senso, Netanyahu ha affermato: “Penso che non ci sia alcun sostituto agli Stati Uniti. Non c’è nessun altro organismo internazionale che potrebbe svolgere il ruolo di mediatore onesto, di intermediario” e ha aggiunto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avrebbe proposto “un nuovo punto di vista” minacciando di interrompere l’erogazione degli aiuti.

Secondo quanto riferito dal sito di informazione israeliano, Ynet news, i palestinesi, che già adesso hanno una autonomia limitata in alcune zone della Cisgiordania, non accetteranno il “nuovo modello” di pace proposto da Netanyahu, dal momento che vogliono creare uno Stato autonomo che includa la Cisgiordania, Gerusalemme est e la Striscia di Gaza.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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