Allerta terrorismo: arrestati 2 egiziani a Como

Pubblicato il 26 gennaio 2018 alle 15:21 in Europa Italia

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La Digos della Questura di Milano, in collaborazione con la Digos di Como, ha arrestato due egiziani di 51 e 23 anni, padre e figlio, accusati di associazione con finalità di terrorismo. Nei confronti di entrambi, residenti nella provincia di Como, è scattata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Nel contempo, il Ministro dell’Interno ha rimpatriato una marocchina di 45 anni, moglie e madre dei due, per motivi di sicurezza personale.

Il 5 gennaio, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha espulso un altro cittadino marocchino di 42 anni, ritenuto un soggetto pericoloso. Complessivamente, dal 2015 a oggi, sono stati 239 gli individui sospettati di estremismo religioso che sono stati allontanati dall’Italia. Il 42enne espulso il 5 gennaio, un venditore ambulante residente a Trapani, era già noto alle autorità per precedenti penali legati a ricettazione, commercio di prodotti falsi e guida di un veicolo in stato di ebbrezza. Il soggetto era altresì considerato un individuo violento e pericoloso dalla comunità islamica locale, in quanto aveva mostrato segni di fanatismo e alterazione psicologica. Nel 2017, sono stati complessivamente 105 i cittadini stranieri espulsi dall’Italia per motivi di sicurezza.

Il 17 dicembre scorso, un marocchino di 29 anni, Nabil Benhamir, arrestato nel mese di agosto a Genova per maltrattamenti, è stato accusato dalla Digos di essere un esponente dell’ISIS rientrato in Europa dal Medio Oriente. Secondo quanto emerso dalle indagini, il suo obiettivo era quello di addestrare altri seguaci dello Stato Islamico in Italia a costruire ordigni esplosivi con cui compiere attentati. Sembra altresì che Benhamir fosse in attesa della chiamata ufficiale per immolarsi per la causa jihadista. In seguito a tali scoperte, è scattata un’ordinanza con cui è stata predisposta la custodia in carcere. Le indagini delle forze anti-terrorismo italiane hanno rivelato che sul telefonino del marocchino erano presenti video di propaganda dell’ISIS e di istruzioni per fabbricare bombe rudimentali. Benhamir faceva altresì parte di gruppi chiusi su Telegram e Whatsapp, attraverso cui comunicava con i propri mandanti.

All’inizio di dicembre, in occasione di un intervento a Bruxelles, Minniti aveva posto l’attenzione sui foreign fighters, riferendo che, adesso che l’ISIS è stato sconfitto militarmente in Siria e in Iraq, molti di loro potrebbero tentare di rientrare in Europa, infiltrandosi tra i flussi migratori. Alla luce di ciò, il controllo dei confini meridionali della Libia e delle rotte migratorie del Mediterraneo, ad avviso del ministro, sono cruciali anche per contrastare il terrorismo. In linea con la posizione di Minniti, il 24 dicembre 2017, il premier Paolo Gentiloni ha annunciato lo spostamento di 470 soldati italiani presenti in Iraq, in Niger, al fine di assistere le forze nigerine e per monitorare in maniera più efficace i confini con la Libia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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