Libia: arrestati gli aguzzini dei migranti sudanesi torturati nei video

Pubblicato il 25 gennaio 2018 alle 6:06 in Immigrazione Libia

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Le forze di sicurezza di Sirte hanno arrestato gli aguzzini dei migranti sudanesi torturati nei filmati diffusi nei giorni scorsi online. Le operazioni sono state condotte in coordinazione con la Sirte Backup Force, nell’area di Gadahiya, a 130 km a sud di Sirte. Il quotidiano libico Libya Observer rende noto che gli arrestati sono 5 cittadini libici e un palestinese. Nel corso dei raid la polizia è riuscita a liberare 8 migranti, che sono poi stati trasferiti presso l’ospedale di Ibn Sina per effettuare controlli.

Recentemente, sono circolati su internet nuovi video in cui vengono mostrati migranti torturati. In uno di questi un uomo sudanese, originario della provincia del Darfur, sdraiato nudo in terra viene ustionato con del silicone liquido bollente. Un altro video mostra invece una decina di migranti senza maglia, costretti a ricevere frustrate mentre giacciono a terra. L’aguzzino, coperto in volto, chiede ad ognuno di loro di se hanno fatto trasferire dalle famiglie i soldi richiesti per portarli in Europa. Di conseguenza, martedì 23 gennaio, il Ministero degli Esteri sudanese ha convocato l’incaricato d’affari libico a Khartoum, esprimendo il disagio delle autorità del Sudan per il video. il ministero degli Esteri libico ha detto lo scorso lunedì che quei crimini mostrati nel video erano disumani. Contemporaneamente, la Commissione Nazionale per i Dirittti umani in Linia (NCHRL) ha condannato i filmati, definendo crimini inumani le pratiche mostrate nei video contro i migranti africani.

Tali video sono stati diffusi a circa 3 mesi di distanza da quello pubblicato dalla  la CNN, il 14 novembre 2017, in cui venivano mostrati decine di migranti africani venduti all’asta come schiavi, per circa 400 dollari, presso un capannone poco lontano dalla capitale libica. Il filmato aveva provocato l’indignazione della comunità internazionale, tanto che il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, aveva definito la schiavitù “un crimine contro l’umanità”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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