Brasile: Lula condannato

Pubblicato il 25 gennaio 2018 alle 14:07 in America Latina Brasile

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I giudici del tribunale di seconda istanza di Porto Alegre hanno condannato l’ex presidente del Brasile Luiz Ignacio ‘Lula’ Da Silva a 12 anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per reati di corruzione e riciclaggio di denaro nel quadro dello scandalo Petrobras.

I magistrati della capitale dello stato di Rio Grande do Sul hanno dunque confermato la condanna di primo grado a aumentato la pena da nove anni e mezzo a 12 anni, condanna che comporta l’interdizione dai pubblici uffici e dunque la dichiarazione di ineleggibilità per l’ex presidente, favorito secondo i sondaggi per le presidenziali del prossimo ottobre.

I tre magistrati componenti il collegio giudicante hanno riconosciuto Lula colpevole all’unanimità, confermando la sostanziale totalità delle accuse del pubblico ministero Sergio Moro, che l’ex presidente accusa di essere un suo “persecutore politico”.

João Pedro Gebran Neto, magistrato responsabile dell’analisi dei ricorsi in appelli del tribunale di Porto Alegre, ha argomentato che “esistono prove oltre ogni ragionevole dubbio che il presidente non fosse solo uno dei principali protagonisti della trama corruttiva creata attraverso i contratti della Petrobras, ma il principale in assoluto”.

Il collegio giudicante ha lasciato uno spiraglio all’ex presidente, decretando che la pena entrerà in vigore quando saranno esaminati tutti i possibili ricorsi. Lula ha dunque la possibilità di ritardare di qualche tempo l’applicazione della sentenza, ma tutto lascia supporre che non concorrerà al voto di ottobre e che potrebbe essere tradotto in carcere già nelle prossime settimane.

La magistratura e la procura negano il carattere politico del processo, come invece sostengono Lula e i suoi sostenitori. La ex presidente del Brasile Dilma Rousseff, fedele alleata politica di Lula, ha definito il processo “l’ennesimo atto del colpo di stato” iniziato con la sua destituzione nell’estate 2016.

Il condannato non sono io – ha affermato Lula dinanzi a migliaia di sostenitori a San Paolo dopo la condanna – è il popolo brasiliano, stanno facendo tutto questo solo affinché non sia candidato, ma lo sarò e darò battaglia nelle coscienze dei brasiliani, voglio lanciare un messaggio alla classe dirigente: aspettateci, stiamo tornando”.

Il Partito dei Lavoratori (PT) dell’ex presidente è pronto a proclamarlo candidato già nei prossimi giorni, ma la stampa brasiliana sottolinea in maniera unanime come ormai sia più vicino alla galera che al ritorno al palazzo di Planalto e come a questo punto la candidatura di Lula sia solo una farsa.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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