Transnistria: polemiche tra Russia e Moldavia

Pubblicato il 24 gennaio 2018 alle 6:04 in Europa Russia

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Il senatore russo Alexej Puškov ha commentato le intenzioni della Moldavia di presentare il conto a Mosca per “l’occupazione” della Transnistria, indicando che questi tentativi di creare ulteriore tensione sono destinati al fallimento.

“In Moldavia vogliono ottenere dalla Russia miliardi per la fantomatica “occupazione” della Transnistria! E’ la logica tipica dei parassiti: inventarsi una scusa e gridare ” dateci i soldi!”. Questi tentativi sono destinati a fallire. Che non ci pensino neppure. Perderebbero il mercato russo ed resterebbero senza niente” – ha scritto sul suo account twitter il senatore russo.

Puškov, senatore per la regione di Perm dalle elezioni del 2016, in precedenza ha presieduto la Commissione affari esteri della Duma, e rimane uno dei principali esperti di politica estera del parlamento russo.

In precedenza il presidente del Parlamento della Moldavia Andrian Candu aveva accusato la Russia di violare il diritto internazionale ed aveva dichiarato di voler recuperare da Mosca miliardi di dollari per “l’occupazione” della Transnistria.

La Transnistria, la regione più orientale della Moldavia (ad est del fiume Dniestr, come dice lo stesso nome) è popolata per oltre il 60% da russi e ucraini, ambiva a separarsi dalla Moldavia sin da prima dello scioglimento dell’Unione Sovietica, temendo che Chisinau volesse unirsi alla Romania. Nel 1992, dopo un fallito tentativo delle autorità moldave di risolvere la questione con la forza, la Transnistria, protetta da 2000 soldati russi appartenenti alla 14 armata dell’esercito sovietico, si è proclamata indipendente.

La Moldavia indipendente, di fatto, non ha mai controllato il territorio della Transnistria. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha aperto un ufficio a Tiraspol nel 1995, ma solo nel 2010 è riuscita ad avviare un dialogo tra la Moldavia e la repubblica autoproclamata.

Lo scorso 11 gennaio l’OSCE ha nominato l’ex ministro degli esteri italiano Franco Frattini come mediatore speciale per la Transnistria.

Il dialogo costò la sconfitta elettorale nel 2011 all’allora presidente e padre fondatore della Transnistria Igor’ Smirnov ed è ripreso a fatica con l’elezione di Vadim Krasnosel’skij alla guida del governo di Tiraspol nel 2016.

La Moldavia, divisa tra il presidente filo-russo Igor Dodon e il governo pro-occidentale di Pavel Filip, reclama il rispetto della sua integrità territoriale come base per ogni possibile negoziato.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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