Libia: duplice attentato a Bengasi

Pubblicato il 24 gennaio 2018 alle 10:16 in Africa Libia

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Un duplice attentato terroristico ha colpito la città di Bengasi, causando la morte di almeno 41 persone e il ferimento di altre 80, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza.

Nella notte tra martedì 23 e mercoledì 24 gennaio, due autobombe sono esplose di fronte alla moschea di Bayaat Al-Radwan situata nel quartiere centrale di Al-Sleimani, a Bengasi. Le detonazioni sono avvenute a distanza di mezz’ora l’una dall’altra, poco dopo la fine della preghiera della sera, mentre i fedeli stavano lasciando il luogo di culto, e hanno causato la morte di almeno 41 persone, tra poliziotti e civili.

L’attentato non è ancora stato rivendicato e sono in corso le indagini per determinarne la responsabilità, stando a quanto riferito dal portavoce della Central Security Chamber di Bengasi, Tarek El-Kharraz.

Secondo il quotidiano Al-Arabiya, la moschea di Bayaat Al-Radwan costituirebbe una base dei gruppi salafisti che hanno combattuto contro i jihadisti a Bengasi a fianco delle forze del generale Khalifa Haftar, capo della Libyan National Army e uomo forte del governo di Tobruk. Bengasi, la seconda città più importante della Libia, era stata liberata il 5 luglio 2017 dal generale Haftar, dopo tre anni dall’inizio delle operazioni militari. Il terrorismo era giunto in Libia il 3 ottobre 2014, quando a Derna, città situata nella parte nord orientale del Paese, un gruppo di miliziani libici avevano aderito alla causa del califfato islamico. Nonostante la liberazione di Bengasi dai terroristi, gli scontri sono continuati nella città.

La guerra civile in Libia è iniziata il 17 febbraio 2011. In seguito all’uccisione del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969, avvenuta il 21 ottobre 2011, il Paese è precipitato in una guerra civile che non si è ancora conclusa. Attualmente, nel Paese esistono due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU il 30 marzo 2016. Il secondo è a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Il governo di Tripoli, che avrebbe dovuto unificare il Paese, deve fronteggiare le maggiori divisioni al proprio interno. È infatti costretto a scontrarsi nella stessa città di Tripoli con un altro governo, guidato da Khalifa al-Ghuwail e sostenuto dal Qatar, che rivendica la legittimità politica.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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