Venezuela: Pérez voleva assassinare Maduro

Pubblicato il 23 gennaio 2018 alle 15:03 in America Latina Venezuela

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La stampa venezuelana riporta la denuncia del vicepresidente Jorge Rodríguez su presunti piani di assassinio contro il presidente Nicolás Maduro e altri dirigenti del governo di Caracas da parte del gruppo paramilitare di Óscar Pérez, considerato una cellula terroristica dalle autorità venezuelane e smantellato lunedì 15 gennaio.

Dalla Repubblica Dominicana, dove Rodríguez è capo della delegazione dell’esecutivo venezuelano per il dialogo con l’opposizione, ha rivelato che “il gruppo terroristico pretendeva di assassinare anche il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, e il vicepresidente esecutivo Tareck El Aisami”.

Nella mira del gruppo paramilitare c’erano, inoltre, il pubblico ministero generale, Tarek William Saab, e il primo vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), Diosdado Cabello secondo quanto dichiarato dal vicepresidente per la Comunicazione, la Cultura ed il Turismo

Rodríguez ha assicurato che il gruppo “pericoloso”, diretto da Óscar Pérez, aveva piani per ammazzare inoltre i dirigenti dell’opposizione venezuelana che erano considerati “traditori”, oltre ad attaccare “un’ambasciata ubicata nella zona est di Caracas”. 

Inoltre, il ministro per la Comunicazione e l’Informazione ha riconosciuto il lavoro nello smantellamento del gruppo terroristico da parte dei corpi di sicurezza venezuelani, che, ha affermato, non hanno vincoli col processo di dialogo in corso a Santo Domingo.

Allo stesso modo, Rodríguez si è dispiaciuto che la rappresentanza dell’opposizione non abbia preso parte alla riunione prevista per domenica 21 gennaio per protesta contro l’uccisione di Pérez, che numerose fonti vicine agli anti-chavisti riferiscono sia stato assassinato dalle forze di sicurezza bolivariane dopo essersi arreso. L’opposizione accusa Maduro inoltre di aver fatto seppellire Pérez senza funerali.

“Il gruppo violento pretendeva di far detonare autobombe in luoghi pubblici, tra altre azioni terroristiche, per seminare la paura e la morte nel popolo venezuelano” – ribadiscono le autorità di Caracas, che accusano invece Pérez di aver fatto fuoco durante le trattative per la resa. “Durante l’operativo per la sua disarticolazione sono stati uccisi due agenti della Polizia Nazionale Bolivariana ed altri sono stati feriti mentre si negoziavano le condizioni della resa, momento di cui hanno approfittato i terroristi per attaccare gli agenti armati” – sostiene il governo di Caracas, che respinge le accuse dell’opposizione di aver ucciso uomini disarmati.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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