USA chiedono arresto o espulsione immediata dei talebani dal Pakistan

Pubblicato il 23 gennaio 2018 alle 13:13 in Pakistan USA e Canada

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In seguito all’ultimo attacco dei talebani in Afghanistan, avvenuto il 20 gennaio presso l’Intercontinetal Hotel di Kabul, in cui sono morte più di 40 persone, gli Stati Uniti hanno chiesto al Pakistan di arrestare o di espellere immediatamente i leader dei militanti che operano entro i suoi confini, al fine di prevenire ulteriori attentati sul suolo afghano. Washington vorrebbe altresì che le autorità di Islamabad impedissero ai terroristi di utilizzare il territorio pakistano per compiere operazioni nel Paese vicino. La portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha affermato: “Raccomandiamo una rapida ed efficace risposta delle forze di sicurezza afghane che, con il nostro sostegno, continueranno a inseguire incessantemente i nemici dell’Afghanistan, i quali tentano di esportare il terrore in tutto il mondo”.  

Nel frattempo, il primo ministro pakistano, Shahid Khaqan Abbasi, ha riferito che il suo governo sta portando avanti le operazioni per prendere il controllo delle associazioni di beneficenza gestite da Hafiz Saeed, considerato dagli USA il terrorista responsabile della strage di Mumbai del 2008, in cui morirono 166 persone. Il premier ha altresì chiesto agli Stati Uniti di non indebolire le autorità pakistane.  

Le relazioni tra Washington e Islamabad, dopo un’apparente riconciliazione avvenuta a fine ottobre 2017, con la visita del segretario di Stato americano, Rex Tillerson, sono nuovamente peggiorate con l’inizio del 2018. Il primo gennaio, Trump ha tuonato contro il Pakistan su Twitter, accusandolo di prendere in giro Washington circa la lotta contro i terroristi e, tre giorni dopo, ha annunciato la sospensione degli aiuti al Paese asiatico. Fin dall’annuncio della nuova strategia americana in Afghanistan e nella regione, avvenuto il 21 agosto 2017, il presidente americano aveva esortato il Pakistan, considerato un rifugio sicuro per i terroristi, a impegnarsi maggiormente nel contrasto dei militanti. Tali accuse sono sempre state smentite dal governo pakistano, il quale afferma di essersi distinto nella lotta contro il terrorismo, affrontando costi immensi, sia in termini di vite, sia in termini di denaro. Abbasi ha altresì minacciato di negare agli USA l’accesso a determinati territori afghani per rifornire le truppe della NATO in Afghanistan. 

Secondo quanto riportato dal quotidiano pakistano, The Dawn, le autorità di Islamabad hanno condannato fortemente l’ultimo attacco terroristico dei talebani a Kabul, esprimendo la propria solidarietà verso le vittime e sottolineando la necessità di cooperazione tra i due Stato per contrastare il terrorismo. L’attentato del 20 gennaio è stato definito un crimine di guerra da Human Rights Watch.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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