Ministro degli Esteri francese visiterà l’Iran a Marzo

Pubblicato il 23 gennaio 2018 alle 8:38 in Francia Iran

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, si recherà in visita ufficiale in Iran il prossimo 5 marzo per discutere con le autorità di Teheran in merito al programma missilistico iraniano e all’accordo nucleare.

Nei mesi recenti, i rapporti tra i due Paesi sono stati caratterizzati da tensioni per via di accuse pubbliche. Il 4 dicembre 2017, in occasione di una conferenza con l’omologo tedesco, Sigmar Gabriel, a Parigi, Le Drian aveva affermato che l’Iran doveva interrompere il proprio programma missilistico e di sedare le mire egemoniche in Medio Oriente. Il ministro francese aveva altresì aggiunto che, tuttavia, la Francia mirava a preservare l’accordo nucleare, il quale, a suo avviso, evitava qualsiasi deriva militare da parte di Teheran. Più semplicemente, il patto con l’Iran, per Parigi, è un mezzo per tenere a freno le attività nucleari del Paese mediorientale. Dall’altra parte, le autorità iraniane si sono mostrare dispiaciute di fronte ai commenti di Le Drain, in quanto hanno sempre dichiarato di effettuare test missilistici a scopi puramente difensivi. Quando il ministro francese ha annunciato la visita dell’8 marzo, ha riferito che, se l’Iran vorrà sedare le tensioni, dovrà cooperare su tali questioni, altrimenti “saranno leciti i dubbi circa le sue mire nucleari e missilistiche”.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), firmato il 14 luglio 2015 dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, quali Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Tale accordo prevede altresì che l’Iran “tenga a freno” le attività missilistiche per almeno 8 anni dalla firma dell’accordo, anche se, ad avviso di molti Stati, il linguaggio con cui è formulata tale indicazione non la rende obbligatoria.

Secondo l’Iran Nuclear Agreement Review Act 2015, ogni 90 giorni, l’amministrazione americana verifica se Teheran sta rispettando l’accordo. Il 13 ottobre 2017, il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato la de-certificazione del patto nucleare. Tale mossa non ha portato alla fine del patto, ma ha posto le basi per una revisione delle condizioni dell’accordo. In occasione della verifica successiva, il 12 gennaio 2018, il leader della Casa Bianca ha deciso di certificare l’accordo nucleare, dicendo che sarebbe stata “l’ultima volta”, a meno che non fosse stato raggiunto un accordo tra gli Stati Uniti e l’Europa entro prossimi 120 giorni. La notizia è stata annunciata dopo una lunga discussione sul patto tra il presidente, il segretario di Stato, Rex Tillerson, il consigliere per la sicurezza nazionale, H.R. McMaster, e altre autorità. Lo stesso giorno, tuttavia, gli USA hanno varato nuove misure contro 14 tra aziende e individui iraniani a causa di violazioni dei diritti umani, censura e sostegno del programma missilistico nazionale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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