Fine dello shutdown: raggiunto accordo tra Democratici e Repubblicani

Pubblicato il 23 gennaio 2018 alle 9:46 in USA e Canada

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Dopo tre giorni di shutdown, il Congresso ha raggiunto un accordo per finanziare il governo fino all’8 febbraio. Nella notte tra lunedì 22 e martedì 23 gennaio, il presidente Donald Trump ha firmato la misura approvata da Repubblicani e Democratici, che prolungherà i finanziamenti per il Programma di Assicurazione Sanitaria per Bambini (CHIP) per sei anni, e che prevederà l’organizzazione di votazioni sulla questione del Programma per i Sognatori nelle prossime settimane.

L’intesa bipartisan è stata raggiunta attraverso la promessa da parte del leader della maggioranza repubblicana in Senato, Mitch McConnel, di indire votazioni sulla questione chiave del programma Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA), prima dlel’8 febbraio. Tuttavia, l’accordo ha evidenziato una spaccatura in seno ai democratici, 1/3 dei quali in Senato ha votato contro la proposta dei repubblicani. 81 senatori hanno votato per porre fine alla chiusura mentre 18, di cui 2 repubblicani e il resto democratici e un indipendente che concorreva con loro, si sono schierati contro la misura. Nella Camera, il voto è stato pari a 266 contro 150, con circa tre quarti dei democratici contrari. La fine dello shutdown ha permesso alle centinaia di migliaia di dipendenti federali di tornare a lavoro. 

Come spiega il New York Times, nonostante la riapertura del governo, la promessa di McConnel in merito alle votazioni sul DACA sta preparando un nuovo terreno di scontro tra democratici e repubblicani. I legislatori alla Camera e al Senato stanno proponendo visioni drasticamente diverse su come risolvere il destino delle 800.000 persone che stavano usufruendo del programma. Da entrambe le parti, molti sostengono che Trump dovrebbe essere coinvolto in ultima istanza per concludere la disputa, nonostante sia stato proprio lui, il 5 settembre 2017, ad obrogare il programma, adottato nel 2012 dalla precedente amministrazione di Barack Obama, con l’intento di permettere ai giovani immigrati, giunti negli USA da bambini, di poter lavorare legalmente negli Stati Uniti. Secondo quanto riferito dalla portavoce della Casa Bianca, Sara Sanders, Trump farà un accordo sull’immigrazione solo se sarà positivo per il Paese. Il presidente ha altresì ordinato che la sicurezza delle frontiere, tra cui le spese per il “grande, bellissimo muro” che ha promesso al confine meridionale con il Messico, siano incluse in qualsiasi pacchetto di misure venga adottato.

 Lo shutdown era iniziato la notte tra il 19 e il 20 gennaio, bloccando l’attività amministrativa e federale, dal momento che il Congresso non era riuscito a raggiungere un accordo sulla spesa del governo e sull’immigrazione. Tale situazione comporta che, fino a quando non viene raggiunto un compromesso al Senato, il governo americano si trova tecnicamente senza fondi, così che le agenzie federali in tutto il Paese non possono essere operative. Il precedente blocco di governo si era verificato nel 2013, quando circa 800.000 lavoratori federali furono messi in licenza dal primo al 17 ottobre. L’impasse riguardò il passaggio di una lettera di finanziamento incentrata sulla legge sanitaria dell’ex presidente democratico, Barack Obama. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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