Iraq: fissata la data delle elezioni

Pubblicato il 22 gennaio 2018 alle 17:03 in Iraq Medio Oriente

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Il Parlamento iracheno ha fissato la data delle elezioni parlamentari, che si terranno il 12 maggio.

Lunedì 22 gennaio, il Parlamento iracheno ha stabilito, con la maggioranza dei voti, che le elezioni parlamentari si terranno il 12 maggio. La decisione del Parlamento è giunta dopo che, il giorno precedente, domenica 21 gennaio, la Corte suprema federale aveva rifiutato la proposta dei legislatori sunniti e curdi, i quali avevano chiesto di posticipare la data delle elezioni per permettere a migliaia di persone, sfollate a causa della guerra, di tornare nei loro territori di appartenenza per partecipare alle elezioni. In Iraq, i cittadini possono esercitare il proprio diritto di voto soltanto se si trovano nel loro territorio d’origine. Da parte loro, i politici sciiti si erano opposti a tale possibilità, giudicandola incostituzionale.

In occasione delle elezioni parlamentari, verrà nominato anche il primo ministro iracheno, che avrà il compito di guidare l’Iraq per il periodo di quattro anni. In Iraq, il primo ministro detiene il potere esecutivo e viene nominato capo delle forze armate. Secondo quanto stabilito dalla Costituzione irachena, la carica di primo ministro è riservata a un membro della comunità sciita. In seguito alla caduta dell’ex presidente iracheno, Saddam Hussein, il 9 aprile 2003, in Iraq è stato instaurato un governo sciita, che ha sostituito il regime sunnita di Saddam. Secondo quanto previsto dalla Costituzione irachena del 2005, le principali cariche dello Stato rappresentano le tre comunità principali del Paese: sunniti, sciiti e curdi. Il presidente della repubblica è esponente della comunità curda, il primo ministro di quella sciita e il presidente del parlamento di quella sunnita.

L’attuale primo ministro dell’Iraq, Haider Al-Abadi, che ricopre la carica dall’11 agosto 2014, ha deciso di candidarsi nuovamente, puntando sulla sua popolarità tra la maggioranza sciita in Iraq, ottenuta dopo aver guidato per tre anni la lotta contro i militanti dello Stato Islamico, e sull’appoggio della coalizione internazionale, a guida americana. Tra gli altri candidati vi sono l’ex primo ministro, Nuri Al-Maliki, e l’ex ministro dei Trasporti, Hadi Al-Amiri.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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