Yemen: le milizie femminili degli Houthi

Pubblicato il 21 gennaio 2018 alle 6:08 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Houthi hanno iniziato a reclutare le donne per combattere contro le forze del presidente yemenita Rabbo Mansour Hadi e dei suoi alleati, a causa della perdita di un gran numero di combattenti uomini.

Si tratta delle Zeinabeyyat, un battaglione militare formato esclusivamente da donne, che combatte a fianco dei ribelli yemeniti, utilizzando diversi tipi di armi e guidando mezzi corazzati e veicoli militari. I membri del gruppo vengono reclutati nei dormitori femminili e tra le famiglie che si trovano in difficoltà economiche, in cambio di incentivi finanziari.

Secondo quanto riferito dal ministro dell’Informazione yemenita, Faisal Al-Awadhi, si tratterebbe di un gruppo di donne emarginate che sono state reclutate e addestrate dalle milizie degli Houthi. In questo senso, il ministro ha dichiarato: “Tutte le milizie iraniane nella regione hanno lo stesso approccio, ovvero reclutano i bambini e le donne” e ha aggiunto: “Le milizie degli Houthi sfruttano le famiglie povere, socialmente emarginate”. Al-Awadhi fa riferimento al fatto che l’Iran è più volte stato accusato dalla coalizione araba, a guida saudita, che combatte in Yemen a fianco del presidente Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale, di sostenere e rifornire di armi i ribelli yemeniti.

Fino a oggi, il compito delle Zeinabeyyat è stato quello di fare irruzione nelle case, intimidendo le famiglie e rubando gioielli e oro, ostacolare le dimostrazioni contro le milizie degli Houthi, e reclutare nuove combattenti. In questo senso, Al-Awadhi le ha definite come “nemici con pistole, ma senza principi etici” e ha aggiunto: “Le Zeinabeyyat assaltano le case con lo scopo di saccheggiare, intimidire e torturare. Si tratta di una milizia addestrata che ruba cellulari e confisca giocattoli quando fa irruzione nelle abitazioni”. Sabato 13 gennaio, il gruppo ha attaccato alcune donne che stavano manifestando contro gli Houthi in piazza Tahrir, a Sanaa. Stando a quanto riferito da alcuni testimoni oculari, la manifestazione è stata soppressa, numerose manifestanti sono state arrestate e alcune sono state portate in ospedale a causa delle ferite.

Gli attacchi del gruppo sono aumentati notevolmente dopo l’assassinio dell’ex presidente dello Yemen, Ali Abdullah Saleh, ucciso dagli Houthi il 4 dicembre 2017, dopo che questo aveva rotto l’alleanza con i ribelli e si era detto disponibile ad aprire un nuovo capitolo con la coalizione araba, a guida saudita. Le razzie delle Zeinabeyyat si sono intensificate in particolare nelle case dei funzionari del Congresso Generale del Popolo (GPS), il partito politico a cui apparteneva Saleh.

Recentemente, però, le militanti hanno iniziato a essere impiegate anche nei combattimenti in prima linea, a causa, in particolare, della perdita di un ingente numero di uomini sul campo di battaglia.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.