Yemen: Houthi lanciano missile contro Arabia Saudita

Pubblicato il 20 gennaio 2018 alle 17:53 in Arabia Saudita Yemen

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I ribelli Houthi dello Yemen hanno lanciato un missile balistico contro la provincia meridionale di Najran, in Arabia Saudita, sabato 20 gennaio.

La notizia è stata riportata dalla tv ufficiale del movimento, al-Masirah, mentre il portavoce delle forze militari saudite ha dichiarato che la difesa aerea è riuscita a intercettare il razzo. L’obiettivo dei ribelli era colpire una base militare, ma non sono stati riportati danni o vittime.

Il portavoce delle forze della coalizione a guida saudita, il colonnello Turki al-Maliki, ha dichiarato che il supporto dell’Iran agli Houthi mostra ancora una volta come Teheran stia violando le Risoluzioni 2216 e 2231 imposte sul Paese dalle Nazioni Unite, minacciando in questo modo l’incolumità del popolo dell’Arabia Saudita e mettendo a repentaglio la sicurezza regionale e internazionale. Al-Maliki si è altresì appellato nuovamente alla comunità internazionale, chiedendo che vengano presi provvedimenti più seri ed efficaci per fermare l’Iran e il continuo traffico di missili balistici e armi ai gruppi terroristici. Il colonnello ha richiesto che Teheran venga punita per queste azioni e per il suo atteggiamento di disprezzo verso le norme e i valori internazionali.

L’Iran ha sempre respinto tutte le accuse mosse dall’Arabia Saudita e dagli Stati Uniti. Giovedì 14 dicembre, durante una conferenza tenutasi a Washington, l’ambasciatrice statunitense presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, aveva mostrato resti di missili di fattura iraniana che erano stati lanciati in Arabia Saudita dai ribelli yemeniti, accusando Teheran di armare gli Houthi. L’Iran aveva successivamente richiesto di esaminare a sua volta i missili. Tuttavia, un report dell’Onu aveva confermato che i razzi utilizzati dai ribelli yemeniti erano stati realmente forniti dal regime iraniano.

La guerra civile in Yemen è in corso da quasi tre anni, precisamente dal 21 marzo 2015. I ribelli Houthi combattono l’esercito militare del governo del presidente Mansour Hadi, l’unico leader del Paese riconosciuto a livello mondiale. L’esercito yemenita è supportato, dal 26 marzo 2015, da una coalizione di Paesi arabi guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Barhein, Sudan, Egitto, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.

La situazione umanitaria in Yemen è pessima e il Paese è uno dei più poveri al mondo. Il 6 novembre 2017, in risposta a una serie di attacchi perpetrati dagli Houthi, la coalizione araba a guida saudita aveva chiuso tutti gli accessi via mare, terra e aria al Paese, peggiorando le già difficili condizioni in cui versava il popolo yemenita. Circa 14 milioni di persone, la maggior parte dei quali sono bambini, non hanno accesso ad acqua pulita e ai servizi sanitari. L’Arabia Saudita è stata accusata di aver violato la legge umanitaria internazionale, ma le autorità della coalizione hanno respinto tutte le affermazioni. Il Commissario per i diritti umani all’Onu, Zeid Raadal-Hussein, aveva richiesto, già 3 anni fa, il permesso di avviare una indagine indipendente circa le violazioni in Yemen. La comunità internazionale ha accordato il permesso soltanto nel 2017. A settembre dello stesso anno, i Paesi Bassi e il Canada hanno presentato la prima bozza di una risoluzione per istituire una commissione internazionale che indaghi gli abusi sui diritti umani nel Paese. Il documento, inoltre, sancisce altresì che coloro che hanno perpetrato tali violenze contro l’umanità riconoscano la loro responsabilità. La mozione è stata approvata a dicembre, dopo aver ricevuto l’appoggio della Cina.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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