Mar Cinese Meridionale: nave USA sconfina in acque cinesi

Pubblicato il 20 gennaio 2018 alle 16:35 in Cina USA e Canada

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Il Ministero degli Esteri della Cina ha accusato una nave da guerra statunitense di aver sconfinato nelle acque territoriali cinesi del Mar Cinese Meridionale, senza aver ricevuto l’autorizzazione per farlo.

Le autorità del Ministero hanno annunciato sul loro sito web, sabato 20 gennaio, che nella serata di venerdì 17 gennaio l’imbarcazione statunitense USS Hopper è arrivata a meno di 12 miglia nautiche, ossia 22 chilometri, dalle isole Huangyan, nel Mar Cinese Meridionale. Quest’area è conosciuta anche con Scarborough Shoal, un gruppo di scogli che si trova in una posizione strategica per il controllo sull’accesso nord-orientale al Mar Cinese Meridionale, ed è pertanto rivendicata sia dalle Filippine che dalla Cina.

Secondo il portavoce del Ministero degli Esteri, Lu Kang, la Marina cinese avrebbe ordinato alla nave statunitense di ritirarsi, dopo averne determinato l’identità. Lu ha riportato che l’imbarcazione ha violato la sicurezza della Cina, minacciando l’incolumità delle navi e del personale cinesi. Il portavoce ha sottolineato la speranza che gli Stati Uniti non vogliano causare problematiche nell’area o mostrarsi irrispettosi nei confronti della sovranità cinese sul territorio, affermando che le forze militari del suo Paese continueranno a portare avanti gli obblighi di difesa. Lu ha altresì dichiarato che verranno prese le misure necessarie per salvaguardare il potere della Cina nell’area, sottolineando che il Paese detiene la sovranità sulle isole Huangyan e sulle acque contigue.

Washington ha criticato Pechino per aver creato isole artificiali e aver costruito una serie di basi militari nell’area, affermando che in questo modo la Cina avrebbe potuto limitare la libertà di navigazione. Il governo cinese si è fermamente opposto all’utilizzo di questo argomento come scusa per mettere in pericolo la propria sovranità nell’area, facendo pressioni sugli Stati Uniti per “correggere i propri errori”. Inoltre, sabato 20 gennaio, il Ministero della Difesa cinese ha dichiarato che la presenza continua di navi da guerra statunitensi nel Mar Cinese Meridionale sta “mettendo in pericolo la pace e la stabilità regionale” e sta rovinando le relazioni bilaterali.

Non è la prima volta che una nave da guerra militare statunitense sconfina in acque cinesi nel Mar Cinese Meridionale. Il 2 luglio 2017, la USS Stethem Destroyer era passata a meno di 12 miglia nautiche dall’isola Triton, nell’arcipelago delle Paracel, che sono rivendicate da Cina, Vietnam e Taiwan. Anche in questa occasione, il portavoce Lu aveva accusato Washington di aver violato gravemente la sovranità di Pechino e di aver minacciato la pace, la sicurezza e l’ordine della regione.

Gli Stati Uniti sono interessati a tutelare lo status di acque internazionali dell’area del Mar Cinese Meridionale poiché nell’area passano numerose rotte commerciali e sono presenti giacimenti di risorse minerarie e di gas naturale. Washington, pertanto, condanna la militarizzazione delle isole da parte di Pechino, poiché teme che il governo cinese possa impedire loro l’accesso all’area e l’entrata del Paese nel giro di affari di circa 3 triliardi di dollari che passa nella zona. La Cina, tuttavia, reputa le isole parte integrante del territorio nazionale e considera un suo diritto installare equipaggiamenti militari su di esse.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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