Tensioni Egitto-Etiopia-Sudan: primo ministro etiope in visita al Cairo

Pubblicato il 19 gennaio 2018 alle 6:01 in Egitto Etiopia

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Il primo ministro etiope, Hailemariam Desalegn, si è recato in visita ufficiale al Cairo, dove è giunto mercoledì 17 gennaio, per discutere con il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, in merito alla disputa sul completamento della Grand Ethiopian Rainassance Dam (GERD), il futuro sistema idro-elettrico più grande di tutto il continente africano.

Hailemariam costituisce l’ufficiale etiope da rango più alto a recarsi in Egitto per prendere parte alle riunioni della High Joint Commission, una commissione che è stata formata appositamente per affrontare la questione della GERD. Il Ministero degli esteri egiziano ha annunciato la visita attraverso un comunicato, facendo riferimento alla questione della diga tra le motivazioni del viaggio. Prima dell’arrivo di Hailemariam i ministri degli esteri dei due Paesi hanno effettuato colloqui preventivi. Durante l’incontro, il leader egiziano ha affermato che la questione della diga non deve rovinare le relazioni con l’Etiopia, per di più, a suo avviso, il progetto dovrebbe essere considerato una fonte di sviluppo e interconnessione. Dall’altra parte, il premier etiope ha affermato a sua volta che il Nilo non deve diventare un oggetto di guerra, ma di unione.

Il progetto della diga era stato avviato nel 2011 dall’Etiopia, uno dei principali attori del Corno d’Africa sul piano economico e della sicurezza, con l’obiettivo di attingere dal bacino del fiume Nilo Azzurro, secondo principale affluente del Nilo, che attraversa il Sudan e l’Egitto. Sia il Cairo, sia Kharotum temono che la diga possa danneggiare e limitare le rispettive risorse idriche. Addis Abeba, tuttavia, sostiene che la GERD non avrà alcun effetto negativo sull’Egitto e sul Sudan e che, al contrario, costituisce un progetto necessario allo sviluppo economico dell’area. La situazione è complicata dal fatto che i due trattati che regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti, risalenti al 1929 e al 1959, i quali attribuiscono all’Egitto una percentuale maggiore, vengono considerati ingiusti dall’Etiopia e dal Sudan. Inoltre, il Cairo accusa Khartoum di essersi schierata in favore di Addis Abeba, mentre le autorità sudanesi sostengono che l’Egitto sostenga gruppi di ribelli attivi all’interno dei territori etiopi. Sulla base di tale convinzione, il 4 gennaio, il governo sudanese ha ritirato i propri ambasciatori in Egitto per effettuare consultazioni in merito alla questione.

Per cercare di sedare le tensioni, il 16 gennaio, al-Sisi ha dichiarato in diretta nazionale di non avere intenzione di iniziare una guerra con l’Etiopia e il Sudan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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