Al-Shabaab smentisce accuse di HRW sul reclutamento dei bambini

Pubblicato il 19 gennaio 2018 alle 9:23 in Africa Somalia

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Il gruppo terroristico somalo, al-Shabaab, ha smentito le affermazioni di Human Rights Watch (HRW) in merito al reclutamento forzato dei bambini da parte dei jihadisti.

Recentemente, l’organizzazione umanitaria ha reso noto che i militanti di al-Shabaab hanno intensificato la loro campagna di reclutamento e addestramento dei minori a partire dalla metà del 2017. In particolare, nel mese di settembre, i terroristi avrebbero minacciato gli anziani e i maestri delle scuole delle comunità del sud del Paese, ordinando loro di consegnare centinaia di bambini. Di conseguenza, ha spiegato HRW, negli ultimi mesi è stato registrato un numero sempre maggiore di minori non accompagnati che fuggono dal reclutamento dei terroristi.

In seguito alla pubblicazione di tale notizia, secondo quanto riportato da Reuters, il portavoce di al-Shabaab ha dichiarato che i militanti non arruolano ragazzi al di sotto dei 15 anni e che nessuno di loro è obbligato ad unirsi al gruppo. Il portavoce ha altresì precisato che i minori vengono mandati alle scuole religiose solo per essere educati. “Abbiamo una regola nelle aree che controlliamo, i bambini devono ricevere un’istruzione, quindi abbiamo allestito classi e messo a disposizione insegnanti. Con gli anziani dei villaggi abbiamo poi concordato i termini della loro educazione”, ha precisato il militante, aggiungendo che, quando i ragazzi completano la scuola, vengono rimandati dai loro genitori, in quanto nessuno è obbligato a rimanere con il gruppo. “Non vogliamo che i bambini delle aree più remote crescano ignoranti come animali”, ha concluso il portavoce.

Tali dichiarazioni sono in aperto contrasto con quanto affermato dal Human Rights Watch, che ha condotto interviste presso i villaggi somali. Da esse è emerso che i bambini vengono indottrinati e addestrati da al-Shabaab per essere schierati in prima fila sul campo di battaglia. Il reclutamento dei minori non è una novità per il gruppo terroristico somalo. Come si legge in un report del Consiglio di sicurezza dell’Onu sul ruolo dei bambini nei conflitti armati in Somalia, nel 2015, i jihadisti hanno aperto vere e proprie scuole islamiche nelle aree sotto il loro controllo, rafforzando i metodi di indottrinamento, rendendoli sempre più efficaci, soprattutto per i bambini più piccoli. Ciò è stato confermato dal ministro per la pianificazione, gli investimenti e lo sviluppo economico, Gamal Hassan, il quale ha affermato di non essere rimasto sorpreso dalla denuncia di HRW. “Al-Shabaab continua a indottrinare bambini, che è un’attività illegale, immorale e contro il diritto umanitario”, ha spiegato il ministro.

Al-Shabaab, fondato in Somalia nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda, fino al 2015 controllava gran parte del Paese, inclusa la capitale Mogadiscio. Negli ultimi due anni, l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotels, check-point militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica. L’attentato più mortale compiuto dal gruppo si è verificato il 14 ottobre 2017 a Mogadiscio, dove l’esplosione di autobombe ha causato la morte di più di 500 persone.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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