Rajoy: se Puigdemont non rientra avanti con il commissariamento

Pubblicato il 18 gennaio 2018 alle 6:10 in Europa Spagna

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Il governo di Madrid manterrà il controllo della Comunità Autonoma della Catalogna se l’ex presidente catalano, Carles Puigdemont, dovesse cercare di governare dall’estero facendosi investire “per via telematica”. Lo ha affermato il premier spagnolo, Mariano Rajoy, al termine di una riunione della giunta direttiva del Partito Popolare.

Rajoy ha aggiunto che l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione resterà in vigore nel caso che il leader secessionista dovesse continuare con la pretesa di ottenere l’investitura a Presidente della Generalitat  rimanendo a Bruxelles, dove è fuggito a fine ottobre per evitare l’arresto in conseguenza dei reati connessi all’organizzazione del referendum indipendentista illegale e alla proclamazione dell’indipendenza della Catalogna. 

Parlando alla giunta direttiva del Partito Popolare, Rajoy ha spiegato che Puigdemont “deve essere fisicamente presente” in Catalogna per giurare da presidente, e se questo non avviene, il governo centrale manterrà il controllo della regione, commissariata dopo la dichiarazione di indipendenza tramite l’applicazione del citato articolo 155. 

In tal senso si è espressa lo scorso 15 gennaio l’avvocatura del parlamento catalano. L’investitura a distanza – si sottolinea nella relazione presentata dai giuristi – contravviene il regolamento del Parlament, che considera “imprescindibile” la presenza in aula del candidato presidente.

“L’elezione del Presidente della Generalitat sottende alla relazione di fiducia che si crea tra Governo e Parlamento il giorno della votazione – si legge nella nota – e la presenza dei protagonisti in occasione del dibattito d’investitura è alla base di questa relazione di fiducia, per creare la quale è necessario vedere, ascoltare e comprendere di persona le posizioni di tutti i partecipanti al dibattito”.

Le forze indipendentiste, frattanto, hanno eletto il 17 gennaio scorso il repubblicano Roger Torrent presidente del parlamento catalano, in funzione dell’accordo siglato a Bruxelles da Carles Puigdemont e Marta Rovira, leader supplente di Sinistra Repubblicana di Catalogna mentre il presidente del partito ed ex vice di Puigdemont, Oriol Junqueras rimane in carcere.

Torrent è stato scelto dalle formazioni indipendentiste su indicazione della presidente uscente, Carme Forcadell, che aveva chiesto l’elezione di una figura “libera da carichi giudiziari pendenti”.

Torrent è stato eletto grazie al mancato appoggio da parte dell’estrema sinistra Catalunya en Comú al candidato unionista José María Espejo, esponente della formazione liberale Ciudadanos, uscita vincitrice dalle urne il 21 dicembre scorso.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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