Palestina: Ahed Tamimi in carcere fino al processo

Pubblicato il 18 gennaio 2018 alle 15:56 in Medio Oriente Palestina

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Il tribunale militare israeliano ha stabilito che Ahed Tamimi rimarrà in carcere fino al processo, a causa della “gravità” del suo reato. Tale periodo potrebbe protrarsi per mesi.

Mercoledì 17 gennaio, il giudice del tribunale militare ha dichiarato: “Non trovo altra soluzione se non ordinare la sua permanenza in carcere fino alla fine del procedimento. La gravità dei reati di cui è accusata non permettono alternative alla detenzione”. Il legale della Tamimi, Gaby Lasky, ha dichiarato che secondo il tribunale, la ragazza sarebbe “talmente pericolosa che non vi è alcuna possibilità di farla rilasciare su cauzione”.

Ahed Tamimi, una 16enne palestinese, era stata arrestata il 19 dicembre 2017 nel villaggio palestinese di Nabi Saleh, dove viveva con la propria famiglia, per aver strattonato e gettato oggetti contro un soldato israeliano. L’arresto era avvenuto dopo che, qualche giorno prima, il 15 dicembre, la ragazza aveva colpito un soldato israeliano che aveva sparato al cugino quindicenne, Mohammed Tamimi, dopo avere fatto irruzione nella sua abitazione durante un assalto dei militari israeliani nel villaggio della giovane, situato nel nord-ovest di Ramallah. La reazione di Ahed era stata filmata dalla migliore amica, che aveva subito pubblicato il video su internet, scatenando una polemica a livello internazionale. Da parte loro, i militari israeliani hanno riferito che l’aggressione non sarebbe avvenuta nell’abitazione della ragazza, ma in un’area in cui i soldati cercavano di impedire ai palestinesi di lanciare sassi contro gli automobilisti israeliani.

La giovane palestinese rischia di essere condannata a un periodo di detenzione della durata di 10-14 anni, dal momento che, durante un’udienza, che si era svolta l’1 gennaio, le autorità israeliane avevano presentato 12 accuse contro la ragazza, tra le quali aggressione, lancio di pietre, incitamento e minacce, in occasione di sei diversi episodi che la vedrebbero protagonista.

Numerosi gruppi di attivisti umani hanno criticato la detenzione prolungata della Tamimi. Da parte sua, l’avvocato della ragazza, Gaby Lasky, ha dichiarato che la detenzione prolungata della giovane costituisce una violazione delle convenzioni internazionali, dal momento che Ahed Tamimi è minorenne. Tuttavia, a differenza degli israeliani che vivono negli insediamenti all’interno dei territori palestinesi, i quali sono sottoposti al diritto civile israeliano e vengono processati nei tribunali civili, i palestinesi che vivono in Cisgiordania devono sottostare alla legge militare. Tale sistema di norme considera i ragazzi che hanno compiuto i 16 anni di età adulti, pertanto possono essere sottoposti al massimo della pena, a seconda dei reati commessi.

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Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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