USA: 20 Paesi discutono a Vancouver nuove restrizioni su Pyongyang

Pubblicato il 17 gennaio 2018 alle 16:43 in Corea del Nord USA e Canada

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Le autorità di 20 Stati si sono riunite per discutere l’imposizione sulla Corea del Nord di ulteriori sanzioni, per fare ulteriori pressioni sul Paese e costringerlo ad abbandonare il programma nucleare.

Martedì 16 gennaio, gli Stati Uniti e il Canada hanno organizzato, a Vancouver, un incontro con 20 Paesi, tra i quali anche alcuni di quelli che hanno sostenuto la Corea del Sud nella Guerra Coreana del 1950-1953. I partecipanti hanno deciso di supportare la ripresa del dialogo tra Seul e Pyongyang, sperando che ciò porti a un calo di tensione nell’area. I membri della conferenza si sono impegnati per assicurare che le restrizioni già imposte dall’Onu vengano effettivamente applicate, tuttavia hanno altresì dichiarato che considereranno l’idea di imporre ulteriori sanzioni sul Paese, oltre a quelle già decise dalle Risoluzioni delle Nazioni Unite.

Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, ha dichiarato che l’approccio del governo statunitense sarà quello di presentare a Pyongyang la migliore opzione possibile per risolvere la situazione, ossia quella di aprire un dialogo. I funzionari statunitensi hanno spiegato che le opzioni militari hanno momentaneamente perso il loro slancio, in seguito alla riapertura del dialogo fra la Corea del Nord e la Corea del Sud. Le autorità dei due Paesi, infatti, si sono incontrate per la prima volta dopo due anni, decidendo insieme che Pyongyang parteciperà alle Olimpiadi Invernali che si terranno a febbraio, nella città sudcoreana di Pyeongchang.

Il ministro degli Esteri del Giappone, Taro Kono, ha dichiarato che, nonostante questi segnali di apertura, non bisogna abbassare la guardia e attenuare le pressioni sul regime di Kim Jong-un. Secondo l’autorità giapponese, la ripresa del dialogo con Seul potrebbe essere la prova che le sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu stanno funzionando.

Il ministro degli esteri sudcoreano, Kang Kyung-wha, ha spiegato che le restrizioni esistenti devono essere applicate in modo più rigoroso, nonostante speri che il dialogo con la controparte nordcoreana prosegua anche successivamente ai Giochi Olimpici Invernali.

All’incontro di Vancouver non hanno partecipato Cina e Russia. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno adottando una “mentalità da Guerra Fredda” che potrebbe dividere la comunità internazionale e danneggiare le possibilità di una risoluzione pacifica nella penisola coreana. Washington, infatti, ha respinto la proposta di Mosca e Pechino di terminare le esercitazioni militari congiunte con Seul, in cambio del congelamento del programma militare di Pyongyang. La Cina ha deciso di non partecipare all’incontro poiché “non avrebbe contribuito agli sforzi per risolvere la problematica nucleare in Corea del Nord”.

Durante una conferenza stampa tenutasi lunedì 15 gennaio, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha spiegato che Mosca non ha partecipato all’incontro poiché non ritiene che la conferenza possa raggiungere risultati produttivi. Lavrov ha altresì criticato il coinvolgimento di alcuni Paesi. La portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha dichiarato che l’incontro di Vancouver è “inappropriato”, considerato che la Corea del Nord sta cercando di migliorare la sua relazione con la Corea del Sud. Anche la Zakharova, come il portavoce del Ministero cinese, ha sottolineato che l’organizzazione di questa conferenza è stata una manifestazione della “mentalità da Guerra Fredda”.

Nonostante le ingenti sanzioni che le Nazioni Unite hanno imposto sul Paese, il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, si è rifiutato di abbandonare il piano di sviluppo di missili balistici in grado di colpire i territori statunitensi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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