Iraq: accordo con il Kurdistan

Pubblicato il 17 gennaio 2018 alle 14:03 in Iraq Medio Oriente

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Una delegazione del governo centrale di Baghdad e la regione del Kurdistan iracheno hanno raggiunto un accordo in merito alle questioni degli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyah, nei quali i voli internazionali sono sospesi dal 29 settembre 2017, e degli attraversamenti di confine. Per entrare in vigore, il patto dovrà ottenere l’approvazione del governo iracheno.

L’accordo è stato raggiunto in seguito all’incontro tra una delegazione del governo iracheno, guidata dal segretario generale del Consiglio dei Ministri iracheno, Mahdi Al-Alaq, e i funzionari curdi, che si è tenuta lunedì 15 gennaio a Erbil, capoluogo della regione del Kurdistan, al fine di discutere le questioni del controllo dei confini della regione con l’Iran e la Turchia e della fine dell’embargo aereo imposto agli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyah il 29 settembre 2017. Si è trattato del primo incontro tra le due parti dall’inizio della crisi tra il governo di Baghdad e il Kurdistan, secondo quanto riferito dal quotidiano Asharq Al-Awsat.

In merito alla questione dell’embargo aereo, le due parti hanno stabilito che gli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyah dovranno essere sottoposti alla legge sull’aviazione civile irachena e al controllo costante da parte dell’Autorità per l’Aviazione civile irachena (ICAA), di cui dovranno seguire le istruzioni e i regolamenti, con particolare riferimento alle disposizioni dell’ente in merito ai voli in entrata e in uscita e il sistema tariffario introdotto dall’Iraq nel 2008.

I voli da e verso la regione del Kurdistan iracheno sono sospesi dal 29 settembre. La misura era stata adottata dal primo ministro dell’Iraq, Haider Al-Abadi, in risposta al referendum sull’indipendenza del Kurdistan dal Paese, che si era tenuto il 25 settembre e si era concluso con un plebiscito a favore dell’autonomia. Inizialmente, il blocco aereo sarebbe dovuto rimanere in vigore per 72 ore, fino alla consegna del controllo degli aeroporti di Erbil e Sulaymaniyah a Baghdad. In seguito al rifiuto della richiesta del governo centrale da parte del ministro dei Trasporti della regione del Kurdistan iracheno, Mawlud Bawamurad, il 28 dicembre 2017, il governo centrale di Baghdad aveva esteso l’embargo aereo alla regione del Kurdistan iracheno per il periodo di due mesi, fino al 28 febbraio.

In merito alla gestione dei confini del Kurdistan con l’Iran e la Turchia, le due parti hanno stabilito che gli attraversamenti di confine rimarranno sotto il controllo delle autorità della regione.

Lunedì 18 dicembre 2017, il portavoce del Ministero degli esteri iraniano, Bahram Ghassemi, aveva annunciato che Teheran aveva riaperto tutti gli attraversamenti di confine con la regione del Kurdistan iracheno, dopo più due mesi di chiusura. Il 15 ottobre, Teheran aveva ordinato la chiusura, dal lato iraniano, degli attraversamenti di Parwezkhan, Haji Omaran e Bashmakh, che collegano l’Iran alla regione del Kurdistan, all’interno delle misure prese da Iraq, Iran e Turchia contro la regione del Kurdistan, in risposta al referendum del 25 settembre.

I rapporti tra Baghdad e la regione del Kurdistan sono tesi dal voto sul referendum, in seguito al quale si sono verificati numerosi scontri tra le due parti, in particolare nella città di Kirkuk. La regione di Kirkuk, ricca di petrolio, è rivendicata sia dai curdi sia da Baghdad. Ad agosto, nonostante si trovasse sotto il controllo del governo centrale iracheno, Kirkuk aveva deciso di partecipare al referendum sull’indipendenza del Kurdistan dall’Iraq, ottenendo una dura reazione dal governo iracheno che aveva definito la decisione della regione “inaccettabile e sbagliata”. In seguito ad una serie di scontri, lunedì 16 ottobre, le forze di Baghdad erano riuscite a entrate a Kirkuk, costringendo i Peshmerga a ritirarsi dal territorio, all’interno di una missione militare che è stata definita da Baghdad “l’operazione per imporre la sicurezza a Kirkuk”.

Sicurezza Internazionale quotidiano sulla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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