Arabia Saudita: intercettato un missile dallo Yemen

Pubblicato il 17 gennaio 2018 alle 16:03 in Arabia Saudita Yemen

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L’Arabia Saudita ha intercettato un nuovo missile balistico lanciato dallo Yemen verso la provincia di Jizan, situata nel sud dell’Arabia Saudita.

Martedì 16 gennaio, intorno alle 20:20, ora locale, il sistema di difesa aerea saudita ha intercettato un missile balistico, che era stato lanciato dagli Houthi verso la provincia di Jizan, situata nel sud dell’Arabia Saudita, al confine con lo Yemen. Per tutta risposta, la coalizione araba, a guida saudita, ha distrutto le basi di lancio dei missili situate lungo il confine tra i due Paesi.

Si tratta del quinto lancio di missili balistici da parte degli Houthi contro l’Arabia Saudita dall’inizio di novembre 2017. L’ultimo attacco si era verificato il 5 gennaio, quando la difesa aerea dell’Arabia Saudita aveva intercettato un nuovo modello di missile balistico a corto raggio, che era stato lanciato dai ribelli yemeniti contro una postazione militare saudita, situata nel governatorato di Najran, nel sud dell’Arabia Saudita, al confine con lo Yemen. Precedentemente, il 19 dicembre 2017,  Riad aveva intercettato un razzo che era stato sparato contro il palazzo reale di Yamama, la residenza ufficiale di re Salman. Il 30 novembre 2017, gli Houthi avevano lanciato un missile contro un obiettivo militare situato nella città di Khamis Mushait, anche questo intercettato dall’aeronautica saudita. Infine, il 5 novembre 2017, il gruppo ribelle yemenita aveva sparato un razzo contro l’aeroporto internazionale King Khaled, situato nella capitale dell’Arabia Saudita. Anche in tale occasione, le forze della coalizione avevano tempestivamente intercettato il missile, che era stato dirottato in una zona disabitata a est dell’aeroporto.  

Il lancio dell’ultimo missile balistico da parte degli Houthi è avvenuto dopo che, lo stesso giorno, in occasione della sua visita a Bruxelles, durante la quale ha incontrato il suo omologo, Didier Reynders, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, Abdel Al-Jubeir, aveva affermato che l’Iran costituirebbe la più grande fonte di pericolo nella regione, a causa del ruolo che svolge in Libano, Yemen e Siria. In tal senso, Al-Jubeir ha dichiarato: “L’Iran ha rifornito gli Houthi di missili che hanno colpito l’Arabia Saudita”. In tale occasione, il ministro saudita ha parlato altresì del conflitto in Yemen, affermando che Riad sta lavorando “per impedire che lo Yemen cada nelle mani dell’Iran e di Hezbollah”.

Le dichiarazioni di Al-Jubeir fanno riferimento al fatto che l’Arabia Saudita ritiene l’Iran si celi dietro il rifornimento delle armi ai ribelli yemeniti, tra cui i missili balistici che gli Houthi utilizzano per colpire il territorio saudita. In tal senso, il 7 novembre 2017, in seguito al lancio del primo missile contro il proprio territorio nazionale, l’Arabia Saudita aveva accusato Teheran di “aggressione militare diretta”, considerata un “atto di guerra” e aveva chiuso tutti gli accessi aerei, marittimi e di terra in Yemen, al fine di contrastare l’invio delle armi agli Houthi da parte dell’Iran. Da parte sua, l’Iran ha sempre respinto le accuse dell’Arabia Saudita, affermando che gli attacchi dei ribelli yemeniti giungerebbero in risposta ai “crimini di guerra” commessi dalla coalizione araba in Yemen.

L’Arabia Saudita è a capo della coalizione araba, di cui fanno parte anche Bahrein, Egitto, Kuwait, Sudan ed Emirati Arabi Uniti, che è entrata nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, in sostegno del presidente destituito, Rabbo Mansour Hadi, tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Iran, invece, supporta gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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