Venezuela: ucciso Óscar Pérez

Pubblicato il 16 gennaio 2018 alle 15:12 in America Latina Venezuela

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Le forze di sicurezza del Venezuela hanno smantellato oggi il gruppo paramilitare diretto da Óscar Pérez, responsabile degli attacchi armati contro il tribunale supremo il 27 giugno dell’anno scorso. Il governo venezuelano ha accusato Pérez di essere responsabile anche del tentato golpe dello scorso 6 agosto ed ha considerato il suo gruppo come terrorista.

Lo stesso Pérez sarebbe rimasto ucciso, secondo fonti vicine all’opposizione venezuelana, mentre manca la conferma ufficiale del governo di Caracas. Fonti di opposizione accusano le forze di polizia di aver ucciso Pérez dopo che questi si era arreso.

“Questi terroristi che erano fortemente equipaggiati con armamento di alto calibro, hanno aperto il fuoco contro i funzionari incaricati della loro cattura ed hanno cercato di fare detonare un veicolo carico di esplosivi” nel quartiere di El Junquito, nella zona nord-ovest di Caracas, ha indicato in un comunicato il Ministero delle Relazioni Interne, della Giustizia e della Pace.  
  
Il confronto a fuoco ha lasciato sul terreno due agenti della Polizia Nazionale Bolivariana deceduti e cinque feriti gravi; oltre a un numero imprecisato di terroristi morti e cinque detenuti, assicura la nota ufficiale, successivamente confermata dal numero due del chavismo, Diosdado Cabello.
  
Il Ministero delle Relazioni Interne ha segnalato che “il gruppo terroristico pretendeva far esplodere un’autobomba in luoghi pubblici e lavorava allo sviluppo di altri atti terroristici, annunciati nelle reti sociali e nei mezzi di comunicazione privati da integranti di questa banda”.  
  
Le autorità venezuelane sottolineano anche che i militari sono stati attaccati dagli uomini di Pérez mentre si negoziavano le condizioni della resa.
  
Il 27 giugno 2017 Óscar Pérez, poliziotto ed ex-attore dopo aver rubato un elicottero della polizia scientifica, si rese responsabile dell’attacco con artefatti esplosivi e colpi di arma da fuoco contro le sedi della polizia stessa e della Corte Suprema di Giustizia.”Queste azioni hanno messo in grave rischio la vita di persone innocenti, perfino quelle di bambini dell’asilo infantile che si trova nella sede della massima istanza giudiziale” – ricorda la nota ufficiale.
  
Inoltre, Óscar Pérez e i suoi uomini hanno attaccato il distaccamento della Guardia Nazionale situato in San Pedro de los Altos, nello stato Miranda, nel dicembre del 2017, da dove hanno sottratto armi da guerra per essere utilizzate poi il 6 agosto nel fallito sollevamento della 41 brigata dell’esercito venezuelano.

Nel corso dell’azione contro il suo gruppo, Óscar Pérez ha filmato l’imboscata e l’attacco delle forze di sicurezza venezuelane, trasmettendo in diretta dai suoi account su diversi social network.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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